Sicurezza
La Spes non ha soldi per riparare tutto
Parla il presidente Bechi: quest’anno però arriveranno risorse in più. E presto saranno consegnati 27 nuovi alloggi
PISTOIA. Il telefono dell’ufficio inquilinato della Spes – società pistoiese per l’edilizia sociale, che gestisce 2.300 alloggi popolari in provincia, dei quali 1.500 nel comune di Pistoia – è quotidianamente preso d’assalto. Sono tante le chiamate che arrivano da parte degli inquilini per segnalare danni e problemi delle più varie entità negli appartamenti che sono stati loro assegnati. Il problema è che Spes ha un tetto massimo di spesa annuale per interventi di manutenzione pari a 700.000 euro. Cifra che non può essere superata per questioni di bilancio, e in base alla quale deve calibrare gli interventi da effettuare, che risultano sempre meno delle richieste. «I danni vengono classificati secondo un codice di gravità – spiega Paolo Bechi, presidente Spes – un po’ come accade al pronto soccorso. La priorità viene data agli interventi di emergenza, poi vengono svolti tutti gli altri lavori. La spesa per gli interventi non può superare i 700.000 euro». È anche vero, spiega ancora Bechi, che il 50% delle segnalazioni che arrivano riguardano problemi che sarebbero a carico degli inquilini – come descritto nel regolamento delle utenze – ma anche in quei casi Spes cerca di andare incontro alle loro necessità.
Per quest’anno, però, sono in arrivo delle buone notizie.Perché la società avrà a disposizione 500.000 euro in più – grazie a un finanziamento del governo nazionale – che saranno utilizzati per la ristrutturazione di trenta alloggi.
Per il 2016, poi, i programmi di nuovi alloggi da assegnare sono molti. A breve Spes consegnerà 27 nuovi appartamenti, 20 nella frazione di Chiazzano e 7 nel centro di Pistoia, in via Tomba e via Buonfanti. A Bottegone - frazione su cui l’amministrazione comunale ha intenzione di intervenire per riqualificare edifici e verde, prestando maggiore attenzione alla questione sociale - sono 70 gli alloggi sui quali Spes vorrebbe intervenire, in caso di aggiudicazione del bando. E poi la volontà di “riempire” tutti quei fondi commerciali vuoti, al piano terra degli edifici popolari in località Fornaci. «Sarebbe importante – sottolinea Bechi – abbassare i costi di locazione, così da dare la possibilità ad associazioni e cooperative di dare vita ad attività per ragazzi, ma anche aprire bar o locali». Le cifre degli affitti sono decise dalla Regione, il tavolo di confronto per trovare una soluzione però è aperto.
Infine la questione legata all’area Ricciarelli, dietro la stazione, per cui Spes aveva accumulato un debito con la Regione di 5 milioni di euro. In quella zona, il protocollo d’intesa firmato con il Comune prevedeva la realizzazione di 50 alloggi, con grandi spazi a verde, ma l’operazione è abortita prima per il fallimento dell’azienda che si era aggiudicata i lavori, poi per mancanza di un operatore che subentrasse. Spes nei prossimi giorni consegnerà a Palazzo di Giano il progetto di variante del piano attuativo, che prevede il contributo economico della Fondazione Caript. Se quest’anno fosse approvato il piano, nel 2017 potrebbero partire i lavori.
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