Il Tirreno

Pistoia

Case popolari, pochi soldi e mille problemi

Valentina Vettori
Il presidente della Spes Paolo Bechi (foto Lorenzo Gori)
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Il presidente della Spes Paolo Bechi (foto Lorenzo Gori)

Pistoia, la Spes non ha risorse per riparare tutto ma il presidente annuncia che quest'anno ci saranno più finanziamenti. Presto verranno consegnati 27 alloggi

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PISTOIA. Il telefono dell’ufficio inquilinato della Spes – società pistoiese per l’edilizia sociale, che gestisce 2.300 alloggi popolari in provincia, dei quali 1.500 nel comune di Pistoia – è quotidianamente preso d’assalto. Sono tante le chiamate che arrivano da parte degli inquilini per segnalare danni e problemi delle più varie entità negli appartamenti che sono stati loro assegnati. Il problema è che Spes ha un tetto massimo di spesa annuale per interventi di manutenzione pari a 700.000 euro. Cifra che non può essere superata per questioni di bilancio, e in base alla quale deve calibrare gli interventi da effettuare, che risultano sempre meno delle richieste.

"I danni vengono classificati secondo un codice di gravità – spiega Paolo Bechi, presidente Spes – un po’ come accade al pronto soccorso. La priorità viene data agli interventi di emergenza, poi vengono svolti tutti gli altri lavori. La spesa per gli interventi non può superare i 700.000 euro". È anche vero, spiega ancora Bechi, che il 50% delle segnalazioni che arrivano riguardano problemi che sarebbero a carico degli inquilini – come descritto nel regolamento delle utenze – ma anche in quei casi Spes cerca di andare incontro alle loro necessità. Per quest’anno, però, sono in arrivo delle buone notizie. Perché la società avrà a disposizione 500.000 euro in più – grazie a un finanziamento del governo nazionale – che saranno utilizzati per la ristrutturazione di trenta alloggi.

Per il 2016, poi, i programmi di nuovi alloggi da assegnare sono molti. A breve Spes consegnerà 27 nuovi appartamenti, 20 nella frazione di Chiazzano e 7 nel centro di Pistoia, in via Tomba e via Buonfanti. A Bottegone - frazione su cui l’amministrazione comunale ha intenzione di intervenire per riqualificare edifici e verde, prestando maggiore attenzione alla questione sociale - sono 70 gli alloggi sui quali Spes vorrebbe intervenire, in caso di aggiudicazione del bando. E poi la volontà di “riempire” tutti quei fondi commerciali vuoti, al piano terra degli edifici popolari in località Fornaci.

"Sarebbe importante – sottolinea Bechi – abbassare i costi di locazione, così da dare la possibilità ad associazioni e cooperative di dare vita ad attività per ragazzi, ma anche aprire bar o locali". Le cifre degli affitti sono decise dalla Regione, il tavolo di confronto per trovare una soluzione però è aperto. Infine la questione legata all’area Ricciarelli, dietro la stazione, per cui Spes aveva accumulato un debito con la Regione di 5 milioni di euro.

In quella zona, il protocollo d’intesa firmato con il Comune prevedeva la realizzazione di 50 alloggi, con grandi spazi a verde, ma l’operazione è abortita prima per il fallimento dell’azienda che si era aggiudicata i lavori, poi per mancanza di un operatore che subentrasse. Spes nei prossimi giorni consegnerà a Palazzo di Giano il progetto di variante del piano attuativo, che prevede il contributo economico della Fondazione Caript. Se quest’anno fosse approvato il piano, nel 2017 potrebbero partire i lavori.

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