Il Tirreno

Pistoia

Il sindaco: la spesa in cultura produrrà più democrazia

Il sindaco: la spesa in cultura produrrà più democrazia

Bertinelli ha presentato il programma delle iniziative insieme a Regione Diocesi, Fondazione e banca Caripit. «Un anno per accelerare i nostri programmi»

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PISTOIA. Non sarà un evento limitato nel tempo, qualcosa che inizi a gennaio 2017 e termini nel dicembre successivo, senza lasciar tracce nella città. L'anno da Capitale italiana della cultura, per Pistoia, vedrà invece realizzarsi una serie di interventi urbanistici e di eventi culturali che sono comunque già nel programma dell'amministrazione, ma che grazie all'inatteso riconoscimento venuto dal Ministero per i beni culturali conosceranno un potenziamento e una accelerazione.

Recupero del vecchio ospedale del Ceppo, delle Mura urbane e di una serie di edifici religiosi; mostre come quella dedicata a Marino Marini; eventi come i Dialoghi sull'uomo 2017 o la trentottesima edizione del Festival Blues; riscoperta della figura del missionario gesuita Ippolito Desideri: questi i titoli di alcuni dei capitoli fondamentali del "dossier" che Pistoia ha presentato al Ministero nel settembre scorso. E tra questi, non c'è nessuna iniziativa specificamente legata all'anno da Capitale, nessuna che verrà realizzata solo grazie al milione di euro stanziato dal Ministero. Come ha specificato il sindaco Samuele Bertinelli nel corso della conferenza stampa in Comune, il 2017 si inserisce in una "traiettoria di lungo periodo", che ha già portato la città a spendere per la cultura il 5% del proprio bilancio, vale a dire oltre il doppio della media nazionale.

L'anno da Capitale della cultura - ha sottolineato Bertinelli - sarà quindi il catalizzatore di tendenze già in atto, un'accelerazione più che una svolta, nel cammino intrapreso dalla sua amministrazione per rendere Pistoia un moderno centro europeo.

Alla conferenza stampa, in una affollatissima sala del gonfalone, sono intervenuti, con il sindaco, la vicepresidente della Regione e assessore alla cultura Monica Barni, il vescovo Fausto Tardelli, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia Ivano Paci, il presidente della Caripit Alessio Colomeiciuc. Presenti anche i dirigenti del settore cultura del Comune, il presidente dell'Associazione teatrale pistoiese Rodolfo Sacchettini, studiosi e tecnici del settore che hanno collaborato al dossier "Capitale italiana".

Il sindaco Bertinelli, oltre a ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al successo di Pistoia e ad illustrare il senso dei progetti dell'amministrazione per il 2017, ha voluto citare per primo il più vicino tra i colleghi-rivali sconfitti, il sindaco di Pisa Marco Filippeschi, che lunedì 25 è stato tra i primi a congratularsi. «Gli ho assicurato - ha detto Bertinelli - che lavoreremo gomito a gomito perché nel 2017 Pistoia sarà anche la porta di accesso della Toscana tutta».

Tra gli interventi, Monica Barni ha assicurato la massima collaborazione della Regione e ha sottolineato il valore del programma presentato, solido dal punto di vista culturale e sostenibile da quello finanziario. Il vescovo Tardelli ha sottolineato il peso del patrimonio legato alla Chiesa nel bagaglio culturale e storico della città, sottolineando poi che «Pistoia oggi riceve un riconoscimento per quello che vale».

Il presidente della Fondazione Caripit Ivano Paci ha ricordato la lunga collaborazione con il Comune in materia culturale ed ha sottolineato che la scelta, da parte del sindaco, di candidarsi a Capitale italiana della cultura è stata «non scontata né nell'esito né nelle intenzioni». Insomma, Bertinelli avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi questa sfida, che ha invece voluto correre con «un gesto molto coraggioso».

Paci ha anche rivelato di conoscere il presidente della commissione giudicatrice, Marco Cammelli, come una persona di grande competenza e severità («un crostino inattaccabile» lo ha definito scherzosamente), che però conosceva già Pistoia per avervi svolto il servizio militare.

Terminando la serie degli interventi, il presidente della Cassa di risparmio Alessio Colomeiciuc ha tessuto le lodi di una amministrazione comunale impegnata in un percorso coerente per cambiare volto alla città, coadiuvata da un gruppo di tecnici e operatori culturali di grande valore, tanto da spingere lo stesso Colomeiciuc a parlare di «piccolo Rinascimento pistoiese».

Fabio Calamati

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di Redazione web