Toscana
In fuga da Pistoia e dalle leggi razziali
Shoah, all’auditorium Terzani la presentazione del libro di Alessandro Orlando
PISTOIA. “Mamma perché non abbiamo più la radio?” è la domanda di un bimbo alla propria madre negli anni bui e agghiaccianti delle leggi razziali. Quel bambino è Riccardo Coen, oggi ottantaduenne, membro della Comunità ebraica di Pistoia-Firenze. La sua testimonianza è raccontata nel libro che si intitolata appunto “Mamma perché non abbiamo più la radio? Da Pistoia ad Ancona e ritorno. In fuga attraverso l’Italia delle leggi razziali”. Un libro di Alessandro Orlando, giornalista, antiquario, fiorentino di nascita e pistoiese di adozione.
Il libro, di cui Orlando è anche l’editore, verrà presentato il domani all’auditorium Terzani della biblioteca San Giorgio, in occasione della Giornata della memoria 2016. Una negazione dell’esistenza stessa, dato che le leggi imponevano qualsiasi tipo di socializzazione e di contatti con l’esterno, ripercuotendosi inevitabilmente sui bambini, privati di giochi, di istruzione e del diritto ad andare a scuola. Tra questi bimbi c’erano appunto Riccardo Coen e il fratello Bruno, entrambi membri della Comunità ebraica.
«L’idea di commemorare la Shoah nasce da molto lontano – racconta Alessandro Orlando – Fin da quando ero ragazzetto sentivo parlare di mio nonno, vittima di una retata nella filatura Campolini a Prato, dove lavorava come operaio, l’8 marzo del 1944. Da lì, come prigioniero politico, fu mandato a Mauthausen e poi a Ebensee, il campo satellite di Hitler. In seguito alla liberazione da parte degli americani il nonno tornò a casa nel giugno del 1945. Pesava 37 chili. Dal letto della sua camera raccontava ciò che gli era mostruosamente accaduto».
«Nonostante le molte cure cui si sottopose non riacquistò mai la salute – racconta Orlando in un capitolo del libro dedicato proprio al nonno – I malanni dovuti alle sofferenze e alle atrocità subite lo portarono alla morte, in età ancora giovane. In famiglia si parlava poco di lui e della sua storia perché riaprire quella ferita era un trauma troppo forte. Ma a me questo non bastava, volevo conoscere, sapere sempre di più».
Alessandro parla con gli occhi velati di lacrime. Entrando in contatto con Riccardo e Bruno Coen, inizia ad andare nelle scuole, nei teatri, per parlare alla gente delle agghiaccianti e disumane vicende della Shoah. Insieme ai Coen e a Legambiente Pistoia nel 2012 viene alla luce l’antologia “Il treno della memoria”, che racchiude 6 racconti tra i quali uno proprio di Alessandro, intitolato “56911 non è solo un numero”.
«Così è nata l’idea del libro – continua – dove Riccardo racconta la sua fuga e quella del fratello per tutta l’Italia».
I proventi del libro, spiega Alessandro Orlando, serviranno a finanziare progetti con la Comunità ebraica e, perché no, magari creare un piccolo museo della Shoah proprio qui, nella nostra città. «Basterebbe anche una stanza» dice l’autore.
Alessandra Tuci
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