Il Tirreno

Pistoia

Dopo due settimane scatteranno le misure contro le polveri sottili

Dopo due settimane scatteranno le misure contro le polveri sottili

Vertice dei Comuni della Piana pistoiese e pratese Undici sforamenti dal 1º gennaio alla centralina di Montale

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MONTALE. Undici sforamenti per le polveri sottili misurate dalla centralina Arpat di Montale dall’inizio dell’anno a domenica 24 gennaio. I dati rilevati a Stazione sono i peggiori di tutta la Toscana. Dopo le 57 giornate da bollino rosso del 2015, il Pm10 ha superato il valore limite dei 50 microgrammi al metro cubo durante l’intera settimana scorsa. Domenica è stato raggiunto il picco dei 122 microgrammi.

Ma quest’anno non si parla più soltanto di Montale. Dopo la delibera regionale del 9 dicembre scorso infatti, l’aria non ha più confini. Con l’atto della giunta sono state identificate delle “aree di superamento”: tutti i Comuni che ne fanno parte dovranno elaborare e approvare dei piani di azione. Per questo ieri mattina c’è stato un vertice a Prato, Comune capofila, per coordinare le azioni di emergenza e le politiche da adottare contro l’inquinamento. Al tavolo si sono seduti i sindaci dei territori compresi nella nuova area “Piana Prato-Pistoia” che ha come riferimento le stazioni di rilevamento Pm10 di Po-Roma e di Pt-Montale. Al quindicesimo giorno di sforamenti, scattano in tutti i Comuni dell’area i piani contingibili urgenti. Montale, Agliana, Quarrata, Serravalle Pistoiese, Pistoia, Prato, Montemurlo, Carmignano e Poggio a Caiano fanno parte della “Piana Prato-Pistoia”, che dall’inizio dell’anno al 24 gennaio è già a quota 11 sforamenti. I dati sono stati rilevati dalla centralina di Montale. Quella di Prato (Po-Roma) ha registrato 6 superamenti del valore limite. A livello di “area di superamento” va peggio in regione solo nella “Piana lucchese”, con 12 sforamenti in riferimento ai due punti di rilevamento Lu-Capannori e Lu-San Concordio. Se si prendono però le singole centraline, Montale segna il dato peggiore in regione.

Il piano di azione comunale, oggetto del vertice di ieri mattina a Prato, riguarda sia misure d’emergenza, come “il divieto di accensione dei fuochi all’aperto”, che interventi di tipo strutturale per ridurre le emissioni. Nel sito del Comune di Quarrata, ad esempio, si legge l’invito alla cittadinanza a comportamenti virtuosi, come quello di “evitare l’uso di legna in caminetti e stufe a meno che questa non sia l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione”. I divieti scatteranno al raggiungimento del quindicesimo giorno di sforamenti. A Montale intanto resta in vigore l’ordinanza anti smog emanata nel 2015. Un atto con cui si limita l’utilizzo dei riscaldamenti e si vietano gli abbruciamenti. Palliativi o misure utili? «I riscaldamenti, come le emissioni da camino – risponde Ferdinando Betti, sindaco di Montale – di certo incidono sull’inquinamento. Inoltre siamo in mezzo a un’enorme zone industriale». Betti non nomina mai l’inceneritore di Montale. Da anni però, vista la vicinanza dell’impianto alla centralina, i Comitati anti-inceneritore chiedono di fare chiarezza sull’anomalia montalese. «Vorrei – dice adesso il sindaco- che Arpat, Regione Toscana e Lamma spiegassero puntualmente la “ratio” di questi dati. Quando avremo ben chiara la provenienza, arriveranno anche le soluzioni più adeguate».

Beatrice Faragli

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