Il Tirreno

Pistoia

Per la discarica al Brusigliano già partite “diverse denunce”

di Fabio Calamati
Per la discarica al Brusigliano già partite “diverse denunce”

Il Comune di Pistoia replica al presidente di Legambiente Antonio Sessa sul deposito di rifiuti L’amministrazione garantisce: la zona nei pressi del campo Rom è tenuta sempre sotto controllo

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PISTOIA. Sono già diverse le denunce sporte dal Comune nei confronti di privati ritenuti responsabili di aver scaricato rifiuti pericolosi nella grande discarica abusiva che si trova lungo le sponde del torrente Brusigliano. A darne notizia è lo stesso Comune, con una brevissima e piccata nota stampa, resa pubblica il giorno dopo la conferenza stampa del presidente di Legambiente Antonio Sessa.

“Che il conferimento di certi rifiuti costituisca reato ambientale – si legge nella nota – è circostanza nota non solo ad Antonio Sessa di Legambiente, ma anche all'amministrazione comunale, la quale monitora costantemente la situazione lungo le sponde del Brusigliano e ha già provveduto a sporgere diverse denunce quando, dai sopralluoghi effettuati, è emerso un abbandono di materiali che potessero inquinare l'ambiente”. Durante la conferenza stampa, era stato lo stesso Sessa a sottolineare che la presenza dei rifiuti sull’argine del Brusigliano costituisce un’emergenza e che si potrebbe ipotizzarfe “il reato ambientale contro ignoti” per chi effettua scarichi fuorilegge.

La discarica che in questi giorni è tornata sotto i riflettori, in realtà, esiste da anni, anche se ogni tanto viene ripulita. Ad alimentarla, soprattutto in passato, sono stati rifiuti dal vicino campo nomadi, ma anche periodici viaggi fuorilegge di aziende cittadine o di privati con del materiale di troppo di cui disfarsi. Proprio per questo la nota del Comune conferma che il sito è tenuto sotto controllo, forse anche con le telecamere di sorveglianza di cui da due anni si è dotato il corpo dei vigili urbani. Ma dei risultati conclusivi evidentemente non sono stati ancora raggiunti.

E intanto il problema resta, lungo le rive del Brusigliano e a due passi dal nuovo ospedale San Jacopo, che doveva nascere circondato da un parco verde e per il momento, invece, torreggia su un pianoro caratterizzato a sud dalla discarica in questione e, a nord, da una fila di grandi mucchi di terra di cantiere accumulata lì e poi abbandonata.

Dovevano essere, quei mucchi di terra, gli embrioni delle collinette erbose pensate per ridurre l’impatto sonoro del traffico della superstrada e creare un’”isola di silenzio” attorno all’ospedale. Ma il progetto non è più necessario da quando il nuovo piano di classificazione acustica ha sancito che attorno al San Jacopo c’è già il silenzio necessario. In compenso, sulla sorte delle colline di terra si è acceso un braccio di ferro tra Comune e aziende ritenute responsabili degli accumuli, la Rosi e la Vescovi, che per non essere obbligati a ripulire tutto, hanno anche firmato un ricorso al Tar. Ma per il momento, i giudici hanno dato loro torto: entro marzo almeno le colline di terra dovrebbero sparire dall’orizzonrte dell’ospedale. Per la discarica dall’altra parte, forse, ci sarà da aspettare di più.

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