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Pistoia

Festival, mostre, feste: il Comune di Pistoia va a caccia di sponsorizzazioni

Festival, mostre, feste: il Comune di Pistoia va a caccia di sponsorizzazioni

Aperto un bando pubblico per chi vuole dare un contributo ma ingresso vietato a chi ha avuto appalti diretti

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PISTOIA. Volete che il vosto nome sia associato per tre anni al Festival Blues? O, più semplicemente, regalare alla Biblioteca San Giorgio un pacco di libri? C’è un metodo molto semplice: rispondere al bando pubblico appena aperto dal Comune, a caccia di sponsor per le proprie iniziative culturali di questo e dei prossimi due anni.

Per rispondere c’è tempo fino a giovedì 31 marzo: si possono fare avanti tutti quei privati cittadini, enti, associazioni, agenzie pubblicitarie o concessionarie di emittenti radiotelevisive, agenzie di intermediazione, che intendano portare il proprio contributo alla buona riuscita delle iniziative promosse dall'amministrazione.

Il bando segue le linee guida già messe in pratica dal 2012 dalla giunta Bertinelli e poi formalizzate in una delibera di giunta dello scorso maggio: gli obiettivi sono garantire certezza, legittimità e trasparenza nell'individuazione degli sponsor. Il bando si colloca tra le prime esperienze in Italia nella ricerca di sponsorizzazioni così definite. È particolarmente significativo che un’esperienza del genere nasca proprio a Pistoia: una delle accuse nei confronti dell’ex dirigente comunale Marcello Evangelisti, tra gli imputati del processo Untouchables sugli appalti truccati, è proprio quella di aver obbligato le aziende “amiche” a fornire contributi al Comune.

L’attuale amministrazione vuole voltar pagina, anche formalmente, rispetto a quell’andazzo. Così, nel segno della massima trasparenza, si è codificato anche formalmente ciò che è stato fatto fin qui già dal 2012, e cioè l'esclusione dei soggetti che abbiano in corso con l'amministrazione contratti di appalto affidati direttamente e anche quanti abbiano controversie giudiziarie con il Comune o conflitti di interesse con l'attività pubblica. Il Comune si riserva poi di rifiutare, con parere motivato e di recedere dal contratto eventualmente già sottoscritto, anche qualsiasi proposta di sponsorizzazione che proponga un messaggio pubblicitario ritenuto dannoso all'immagine dell'Amministrazione o alle iniziative in corso di realizzazione.

Inoltre, non saranno ammesse sponsorizzazioni che contengano messaggi di propaganda di natura politica, sindacale, religiosa e ideologica, di promozione del consumo di tabacco e prodotti alcolici, di materiale pornografico e gioco d'azzardo. Saranno esclusi anche i soggetti che non rispettino i diritti di pari opportunità, di sicurezza e salute delle persone, i diritti dei lavoratori, le norme della trasparenza, la tutela dei consumatori e la protezione dell'ambiente.

I soggetti ai quali è rivolto il bando potranno presentare proposte che vanno da un minimo di 500 euro a una cifra massima variabile, diversa per ogni progetto ma riportata puntualmente nell'avviso pubblico. In alcuni settori specifici segnalati nel bando, gli sponsor potranno fornire direttamente al Comune prodotti o prestazioni di servizi necessari alla realizzazione di certe attività (acquisto di giochi, libri e strumenti per la didattica oppure fornitura di computer per le biblioteche).

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di Redazione web