Il Tirreno

Pistoia

Il rapinatore mascherato ci prova ancora

Il rapinatore mascherato ci prova ancora

Pistoia, terzo tentativo alla Banca del Monte di Lucca, ma una cassiera l’ha riconosciuto e non ha aperto

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PISTOIA. Non c'è due senza tre. Sembra essere diventata un feticcio la Banca del Monte di Lucca per il rapinatore con la maschera da vecchio. L'ha rapinata una prima volta nel febbraio dello scorso anno, c'ha provato una seconda volta ad aprile e gl'è andata male. Ha tentato nuovamente venerdì 22 gennaio poco prima dell'una, ma anche in questa circostanza - come ad aprile - gli impiegati l'hanno riconosciuto e hanno bloccato la porta a bussola.

Mestamente lui è tornato sui suoi passi e se n'è andato. È stato visto allontanarsi a bordo di una mountain bike in direzione del viale Arcadia. Quasi sicuramente la stessa bicicletta con cui aveva compiuto le precedenti rapine. E così per i carabinieri - competenti per territorio - ma anche per le volanti della polizia, è ripresa la caccia al rapinatore solitario in bicicletta. Il 16 febbraio 2015 la rapina alla Banca di Sant'Agostino si era rivelata proficua: era entrato nell'istituto di credito poco prima di mezzogiorno. Sul volto una maschera di carnevale in lattice che lo faceva sembrare un vecchio, ha superato la porta a bussola e una volta all'interno ha estratto una pistola, probabilmente giocattolo (il sistema di sicurezza non ha dato alcun segnale di allarme). Il bandito ha puntato l'arma contro un'impiegata dicendole che era una rapina e intimandole di consegnare i soldi. Lei, che stava servendo un cliente, ha chiamato il direttore, Giuliano Sbrana: «Me lo sono ritrovato davanti, forse la pistola era giocattolo ma non era il caso di verificarlo».

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Una volta uscito dalla Banca con i 7.000 euro appena sottratti, ha inforcato una mountain bike e si è allontanato. Indossava una tuta da lavoro, come nella tentata rapina di aprile e come ieri pomeriggio. Ad aprile era stato riconosciuto da una cassiera mentre si trovava dentro la porta a bussola, in attesa di essere aperto, e non è stato fatto entrare. Gli investigatori della Squadra mobile hanno esaminato le immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza, constatando che si trattava proprio del bandito che aveva messo a segno il colpo del 16 febbraio. Saranno visionate anche le riprese del terzo tentativo, ma sono pochi i dubbi che si tratti della stessa persona. È entrato nella porta a bussola intorno alle 12,45. Un cappello in testa, una specie di tuta di lavoro indosso, e quella maschera in lattice da anziano che è stata subito riconosciuta da una cassiera. Non solo, un'impiegata del Monte di Lucca ha raccontato alle forze dell'ordine di essersi insospettita, poco prima, per la presenza di un individuo sul viale Fermi che osservava la Banca e ricordava il rapinatore con la maschera. «Ancora una volta qui? Ma non ti vergogni?», avrebbe urlato in preda all'esasperazione - più che alla paura - la vicedirettrice. La porta non si è aperta, l'uomo è uscito, ha inforcato la bicicletta ed è scappato verso il viale Arcadia.

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