Il Tirreno

Pistoia

Confcommercio: sulla Sala i tavoli restano dove sono

di Valentina Vettori

Tutti i 23 locali hanno presentato ricorso contro i dinieghi dei permessi e finché non ci sarà una decisione nulla cambia. E in caso di rifiuto si rivolgeranno al Tar

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PISTOIA. «I dehors allestiti fuori dai locali del centro storico sono legittimi»: lo afferma con convinzione Fipe Confcommercio. Tutti e 23 i locali, che nel dicembre scorso hanno ricevuto il preavviso di diniego dei permessi per l’occupazione del suolo pubblico nel 2016, hanno infatti presentato ricorso all’ufficio tecnico Servizio sviluppo economico del Comune. E - come prevede il vigente regolamento - fino a che non si concluderà il procedimento, gli arredi esterni possono rimanere.

Nessun abusivismo - sottolineano da Confcommercio - anche perché tutte le aziende (anche quelle in ritardo con almeno una delle tre rate del Cosap, che avrebbero dovuto essere pagate entro il 30 novembre) hanno provveduto a mettersi in regola con i pagamenti del canone per l’occupazione del suolo pubblico entro il 31 dicembre 2015.

Dunque, finché l'ufficio tecnico non si esprimerà sull’accoglimento o meno dei ricorsi, i tavolini restano dove sono. In attesa dell’esito delle opposizioni presentate, tutto resta quindi immutato. Se però - come anticipato dalla dirigente del Servizio sviluppo economico del Comune, Chiara Pierotti, durante l’ultima seduta della commissione consiliare al commercio - queste dovessero essere respinte, numerosi locali potrebbero decidere di impugnare il provvedimento presentando ricorso al Tar.

«Non avremmo voluto arrivare a questo muro contro muro – spiega Marco Leporatti di Confcommercio – ma a questo punto non è possibile fare diversamente. Il nostro ruolo è quello della concertazione, ma in questa circostanza non ci resta che agire così».

Due le strade che potranno percorrere gli esercenti in caso di mancato accoglimento del ricorso. Presentare richiesta ex-novo per l’occupazione di suolo pubblico, come peraltro qualcuno ha fatto ottenendo già la nuova concessione - pur rischiando di vedersi ridurre gli spazi concessi -, oppure presentare ricorso al Tar, chiedendo comunque di poter continuare a tenere gli arredi esterni in attesa di una decisione del tribunale. Opzione che, anche se più “rischiosa” per gli esercenti, sembra quella più plausibile.

«Quest’anno – conclude Confcommercio – la Conferenza dei servizi ha interpretato il regolamento in maniera più restrittiva rispetto al passato, e in modo sfavorevole per i locali, contrastando quanto affermato dalle direttive dell’Unione Europea che dispongono che, laddove un regolamento sia aperto a interpretazioni, questo debba essere letto a favore delle imprese, e non recando loro danno. E questo è inaccettabile, perché così si danneggia l'intero settore».

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