Sicurezza
«Con Fontana paese-dormitorio»
Secca replica di Giampiero Danti alle accuse dell’ex sindaco di Abetone
ABETONE. Commentando la decisione della Regione Toscana con la quale ha approvato la fusione con Cutigliano, Marcello Fontana, ex sindaco di Abetone, aveva giudicato in modo molto negativo la gestione dell’amministrazione del sindaco Giampiero Danti, non solo riguardo all’operato sulla fusione dei due comuni, ma giudicandola anche la peggiore amministrazione del dopoguerra. A queste dure prese di posizione il sindaco Danti ha fatto pervenire un comunicato stampa nel quale non fa sconti e ricorda che l’amministrazione dell’ex sindaco Fontana: «vanta il triste risultato di aver ridotto l’Abetone ad un dormitorio attraverso la trasformazione di numerosi alberghi in appartamenti. Penso che i cittadini - prosegue Danti - abbiano valutato e compreso l’azione svolta dalla mia amministrazione, che oltre a riparare alle falle lasciate dalle amministrazioni precedenti nella gestione dei servizi e dei lavori pubblici, reperendo in Regione ed investendo sul proprio territorio diversi milioni di euro per il completamento di opere incompiute o addirittura abbandonate da coloro che mi hanno preceduto, ha iniziato un programma di rilancio della località sciistica di Abetone che sta restituendo dignità e decoro al nostro comune, conferendoci riconoscibilità e autorevolezza nei confronti dell’opinione pubblica internazionale, come peraltro dimostrato dall’avvenuto gemellaggio con la statunitense Aspen e dai rapporti in corso per la realizzazione di altre analoghe iniziative con le più blasonate località sciistiche a livello internazionale». Danti conclude ricordando a Fontana che le sue affermazioni non sono supportate dai risultati elettorali visto che i cittadini gli hanno rinnovato il mandato con oltre il 90% dei voti e soprattutto dichiara «di rimanere aperto ad un confronto costruttivo sia con la minoranza consiliare, sia con la popolazione purché questo confronto si svolga nei binari della tolleranza e dei rapporti civili, senza scadere nel pantano della bagarre, dell’offesa gratuita e della mancanza di rispetto».
Sauro Romagnani
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