Sicurezza
Sì al referendum, i cittadini si esprimano
Silvia Cormio e Luca Marmo restano favorevoli alla consultazione. A San Marcello incontro informativo il 30 gennaio
SAN MARCELLO. Ha senso andare al referendum il prossimo aprile per la fusione dei Comuni di San Marcello e Piteglio? La decisione del consiglio regionale, che ha accolto la proposta della commissione e ha fuso i Comuni di Abetone e Cutigliano nonostante gran parte dei votanti della patria di Zeno Colò si fosse espressa per il no, crea comunque dei dubbi. Ma i sindaci di Piteglio Luca Marmo e di San Marcello, Silvia Maria Cormio non mostrano incertezza: il referendum va fatto.
Tanto che il primo cittadino sanmarcellino ha già fissata la prima data, il 30 gennaio, per cominciare la campagna informativa. «È chiaro che il cambiamento delle regole in corso -spiega Marmo - crea un precedente e più volte ho avuto modo di sottolinearlo. Fatto sta che è molto importante testare l'opinione della popolazione in merito a un possibile nuovo assetto amministrativo. Io sono fortemente convinto della bontà e della necessità della fusione, ma se la mia popolazione si esprimesse in maniera lampante per un no, allora devo avere la coscienza di riportare l'argomento in consiglio comunale e valutare il daffarsi alla luce del voto».
Luca Marmo, però, ha anche parole positive per la nuova amministrazione che nascerà. «Con tutto questo - aggiunge - mi rallegro per la fusione dei nostri vicini, primo perché le fusioni vanno fatte, in secondo perché avranno in mano strumenti di intervento diversi e più importanti e per ultimo perché è segno che qualcosa sta cambiano nella montagna pistoiese».
«Credo che sentire il parere dei cittadini - afferma Cormio- sia doveroso. Ormai è da tempo che sosteniamo la bontà della fusione e cominceremo gli incontri informativi per far capire i vantaggi, già dal prossimo 30 gennaio». Fusioni sì, anche perché esiste una proposta di legge che adesso è approdata in commissione affari istituzionali (n°3420 del 11/11/2015) che obbliga alle fusioni i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti. D'altra parte, è innegabile che la decisione della Regione Toscana sulla fusione di Abetone e Cutigliano, qualche preoccupazione l’abbia creata, alla luce del fatto che la popolazione di Abetone si era espressa per il no. E lo testimonia il documento che, alcuni giorni fa, è stato scritto dalla coalizione di maggioranza del Comune di Piteglio “Uniti per Piteglio” tramite il capogruppo Giulio Baldassarri. Il documento è indirizzato al presidente del consiglio regionale, Eugenio Giani; al aresidente dellaprima commissione, Giacomo Bugliani; a tutti i capigruppo del consiglio regionale.
La lettera, molto lunga ed esplicativa, raggruppa le preoccupazioni in quattro punti sostanziali tra i quali “I cittadini di Piteglio e San Marcello-si legge- (confinanti con Abetone e Cutigliano) dovranno esprimersi su un quesito analogo il prossimo aprile. Godendo delle influenze del provvedimento sui Comuni vicini, non si teme una scarsa affluenza alle urne se non il manifestarsi di una tendenziale sfiducia e ostilità nei confronti delle istituzioni, radicata in modo particolare nei comuni di dimensioni minori?” E poi: “Nei sei Comuni dove i cittadini saranno chiamati alle urne che tipo di atteggiamento sarà mantenuto da parte del consiglio regionale? Questi interrogativi - aggiungono - ci portano a giudicare negativamente la creazione del Comune di Abetone - Cutigliano, con un provvedimento calibrato sulla singola espressione del Comune di Cutigliano”.
Carlo Bardini
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