Proteste
Il piccolo Samuele e una malattia senza nome
Pistoia: parla la mamma del bimbo di due anni affetto da una rara malattia genetica per ora senza diagnosi
PISTOIA. «I miei figli sono nati alla trentacinquesima settimana. Prima Samuele, che pesava 1 chilo e 670 grammi, poi la gemellina, di due chili. Li ho tenuti per qualche minuto in braccio, e poi li hanno messi nelle incubatrici, ma tutto sembrava andare per il meglio. Invece, la sera del secondo giorno i dottori ci hanno detto che il bambino aveva dei seri problemi neurologici».
Sonia, 37 anni, mamma di Samuele, ha ripercorso nella mente quegli istanti e quelle parole decine di volte. «Il bimbo non ciucciava e non riusciva a deglutire». «Ha una malattia genetica rara, forse resterà in stato vegetativo». Questa la prima valutazione dei medici, a cui non è ancora seguita una diagnosi precisa. A distanza di 25 mesi dalla nascita, sulla malattia di Samuele una diagnosi non c’è. Nel frattempo Sonia è rimasta nuovamente incinta e dieci giorni fa ha dato alla luce un maschietto, Luca. Ha dovuto dire addio al lavoro di segretaria in un’azienda di software: «Per un anno ho usufruito della legge 104, poi la ditta ha chiuso e riaperto da un’altra parte ma io non sono stata tra i dipendenti confermati».
Il marito, Federico, in questi mesi sta facendo la spola tra casa e l’ospedale Regina Margherita di Torino, dove Samuele si trova ricoverato dal 5 ottobre. L’uomo, 46 anni, giornalista free lance, è originario della provincia di Pistoia, anche se con la moglie vive nel capoluogo piemontese. «La nostra Asl - spiega Sonia - non dà l’assegno di cura, siamo dovuti ricorrere all’assistenza infermieristica a domicilio, pagando, e per sostenere le cure i nostri amici hanno pensato di dar vita a iniziative di solidarietà». È stato così lo scorso fine settimana, con la raccolta fondi promossa da Pistoia Corse e Veteran Car nel corso dell’esposizione alla ex Cattedrale Breda. E sta facendo così ormai da diversi mesi l’associazione “La Casa dei folletti”, molto conosciuta nel Nord Italia, con sedi a Piacenza, Parma e Torino.
Nonostante il consulto con diversi presìdi ospedalieri - il Besta di Milano, il Gaslini di Genova, e lo stesso Regina Margherita - non è stato ancora possibile formulare una diagnosi per la malattia del bambino. «L’ultima ipotesi a cui si è cercato riscontro - spiega la madre - è quella di una mutazione genetica nel Dna mitocondriale. Abbiamo atteso per un anno una risposta, e alla fine è emerso che non c’è alcuna mutazione». Samuele non è mai riuscito a mangiare da solo. «Inizialmente veniva alimentato per mezzo di un sondino al naso, poi i medici hanno praticato una Pec. A quattro mesi e mezzo lo abbiamo riportato a casa, ma a ottobre dello scorso anno ha avuto una crisi respiratoria. È stato a lungo ricoverato in rianimazione, poi si è ripreso e ora grazie alla tracheo riesce a respirare da solo. Devono capire se è stato un reflusso, cosa c’è da fare...». E naturalmente, da che tipo di malattia è affetto samuele. Da alcuni mesi la famiglia ha aperto un profilo Facebook. Chi volesse avere informazioni o mettersi in contatto per una donazione può consultarlo.
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