Sicurezza
Pistoia, a processo l’ex vicecomandante dei vigili urbani
Contravvenzioni annullate all’imprenditore edile Carlo Alberto Diddi in cambio di favori e incarichi di lavoro alla figlia
PISTOIA. Sotto processo per corruzione in concorso l’ex ispettore – nonché ex comandante vicario – dei vigili urbani di Pistoia, Mauro Guccini, e l’imprenditore edile Carlo Alberto Diddi. Secondo la procura, il funzionario della polizia municipale, in pensione dal dicembre 2011, sarebbe stato l’uomo di fiducia al comando di via Pertini a cui Diddi si rivolgeva quando aveva qualche problema di contravvenzioni al codice della strada da risolvere, per lui o per qualche conoscente. In cambio – sostiene la pubblica accusa – di denaro o altre utilità: come, ad esempio, un parquet nuovo in casa della figlia oppure un incarico lavorativo, sempre per la stessa, in uno dei cantieri dell’imprenditore edile.
Tutte accuse che ieri mattina sono state illustrate al tribunale collegiale di piazza Duomo dal vicequestore Luigi Larotonda, dirigente della Digos di Pistoia, capo degli investigatori dell’inchiesta “Untouchables”, da un cui stralcio, nel 2014, è nato il procedimento che ha portato al processo nei confronti di Guccini (pistoiese, 69 anni) e Diddi (83 anni, anch’egli di Pistoia). In qualità di testimone del pm, Fabio di Vizio, Larotonda ha spiegato come le contestazioni odierne siano frutto delle analisi – e delle successive conferme documentali – delle intercettazioni avviate sulle utenze telefoniche della famiglia Diddi nell’ambito delle indagini sugli appalti pilotati in provincia, quelle che avrebbero poi portato agli arresti e poi sul banco degli imputati imprenditori, politici e funzionari comunali, tra cui l’ex dirigente dell’ufficio Lavori pubblici di Pistoia, Marcello Evangelisti.
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Fu in queste telefonate, che risalgono al 2011, che emerse il particolare rapporto tra Carlo Alberto Diddi e Mauro Guccini, all’epoca anche responsabile dell’ufficio contravvenzioni della polizia municipale. Come esempi del “do ut des” tra i due, nel capo di imputazione viene contestato al Diddi di aver procurato, nei suoi cantieri edili per appalti pubblici che si era aggiudicato con il Comune di Pistoia, vari incarichi per la figlia di Guccini, in veste di responsabile per la sicurezza.
E viene citato anche il caso particolare del parquet (55 metri quadrati, del valore di circa 7.000 euro) acquistato alla ditta Giusti Marcello srl dal Diddi e da quest’ultimo fatto montare in casa della figlia dell’ex ispettore senza farselo pagare. Nell’aprile 2011, Franco Giusti aveva telefonato a Diddi per chiedere una mano: un suo autotrasportatore era stato sottoposto ad un controllo dalla polizia municipale dopo un incidente con feriti, e poiché non era abilitato a condurre quel determinato tipo di mezzi pesanti (oltre alla pesante multa) erano scattati il ritiro della carta di circolazione e quello della patente di guida.
Diddi a sua volta aveva telefonato a Guccini, che dopo qualche ora l’aveva ricontattato per sottolineare come annullare quel verbale sarebbe stato assai difficoltoso visto che era ineccepibile. L’ex ispettore, comunque, aveva ritelefonato all’imprenditore due giorni dopo: tutto a posto, “ti ho servito nel cosciotto” gli aveva detto. Infatti, era andato dal Giusti e lui stesso aveva redatto il ricorso contro la contravvenzione. Per poi, nelle sue vesti di dirigente dell’ufficio, autorizzare la restituzione di camion e patente.
Anche in altre occasioni, secondo la procura, Guccini, sempre su richiesta dell’anziano imprenditore, si sarebbe attivato per valutare la possibilità di presentare ricorsi contro multe sue o di suoi conoscenti.
Massimo Donati
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