Sicurezza
Ok al parcheggio sud, ma ora c’è da correre
Il sindaco: approvazione definitiva prima dell’estate e cantiere entro l’anno, altrimenti addio ai 3,4 milioni della Regione
PISTOIA. Via libera dal consiglio comunale alla variante per il grande parcheggio scambiatore a sud della stazione ferroviaria. Al voto, l’assemblea di Palazzo di Giano ha approvato il provvedimento con i voti favorevoli dei gruppi di maggioranza (Pd, Pistoia spirito libero, Federazione della Sinistra, Insieme per Pistoia) e le astensioni di Forza Italia, Pistoia Domani, Pistoia Futura-Fli-Udc, 5 Stelle e gruppo misto. Nessun voto contrario, quindi, per un intervento urbanistico al quale il sindaco Samuele Bertinelli attribuisce particolare importanza, sia in sé che per le prospettive che apre. Di certo, inizia finalmente a camminare una previsione urbanistica di cui si parlava da almeno 20 anni. Ma nei proossimi mesi il Comune dovrà correre: se entro la fine dell’anno non si apriranno i cantieri, infatti, il finanziamento di 3,4 milioni di euro della Regione che consente l’operazione andrà perduto.
Il progetto. In due parole, la variante riguarda un’area di 19.000 metri quadri a sud dei binari della linea ferroviaria e della stazione. Qui nasceranno un parcheggio da 220 posti per auto, 11 per autobus, 87 per moto e scooter, 240 per le bici, oltre a seimila metri quadri di verde pubblico. Si tratta del primo, vero polo intermodale cittadino, dove arrivare in bus, in auto o in bici e prendere il treno, approfittando del completamento (che dovrà essere realizzato dalle Fs) del tunnel sotto i binari, al termine del quale sarà realizzato un ingresso alternativo alla stazione rispetto a quello attuale (il famoso “ribaltamento a sud”).
La novità. A realizzare l’intervento sarà direttamente il Comune, forte dei fondi regionali. E qui arriva la vera novità introdotta dalla giunta Bertinelli. Nell’attuale regolamento urbanistico, infatti, la realizzazione del parcheggio (di dimensioni doppie rispetto a quello in previsione) era affidato al privato proprietario dei terreni, la società Dema del vivaista Marcello Bongi ed eredi. In cambio dell’opera pubblica, sarebbe stato loro concesso di costruire un vero centro direzionale alle spalle della stazione, con 1.900 metri quadri di residenziale, 2.100 di uffici, 1.200 di commerciale e 1.300 di altre funzioni.
L’accordo.Tutto questo cemento è stato azzerato e i Bongi si sono impegnati a non impugnare la variante. Il loro vivaio sarà in parte espropriato, mentre in quello che rimane l’azienda potrà aprire un garden da 2.500 metri quadri dove mettere in vendita prodotti agricoli. Un’opzione che, tra l’altro, viene inserita nelle norme urbanistiche, perché chiunque si trovi nella stessa situazione della società Dema possa un domani proporre al Comune la medesima operazione.
Il traffico. Con questi 200 parcheggi, più quelli che – poco distante – saranno realizzati da Esselunga, più i 1.060 ad uso pubblico che presto saranno completati all’ex Breda, il sindaco ritiene che nella zona si creerà una dotazione sufficente di posti auto per consentire incisive operazioni sul traffico. L’idea è quella di pedonalizzare l’intero asse che dal Globo scende fino alla stazione, creando così un collegamento omogeneo tra piazza San Francesco e piazza Dante Alighieri, il “Fillungo pistoiese”, come è stato battezzato.
Il voto di lunedì è arrivato dopo un lungo esame in commissione 2 che ha modificato parti importanti del provvedimento. Lo stesso Bertinelli lo ha riconosciuto, sottolineando il contributo anche di consiglieri di opposizione, come Bartolomei, che hanno consentito di affinare e migliorare le previsioni.
Il dibattito. Numerosi gli interventi nel dibattito in consiglio comunale, dallo stesso Bartolomei (Pistoia Futura) a Capecchi (Pistoia Domani), Rossi (5 Stelle), Ciriello (Pd) e altri. Nel suo intervento, il presidente della commissione 2 Capecchi ha rimarcato il ruolo avuto dal dibattito nella modifica del provvedimento ma ha sollevato di nuovo alcune perplessità. In particolare sull’alto costo che i posti auto finiranno con l’avere (14.000 euro ciascuno secondo i suoi calcoli). Più in generale, il consigliere è tornato a chiedere che si faccia il punto sull’attuazione del regolamento urbanistico, visto che il recupero nella dotazione di standard (verde pubblico, parcheggi) di cui è carente la città starebbe dando risultati miseri. Capecchi apprezza la nuova strategia del Comune di eseguire direttamente le opere pubbliche, il problema è che l’attuale regolamento urbanistico puntava molto, invece, sul coinvolgimento dei privati. E tale coinvolgimento non starebbe dando i risultati sperati.
L’agenda. Ma adesso cosa succede? Adottata la variante, scattano i trenta giorni per la presentazione delle osservazioni, che poi gli uffici comunali dovranno accogliere e/o respingere. Quindi si arriverà all’approvazione definitiva. Bertinelli ha sottolineato l’importanza di un voto finale del consiglio comunale prima dell’estate, in modo da consentire al Comune di svolgere il bando e affidare i lavori entro la fine dell’anno, per non perdere - come si diceva all’inizio - i fondi a disposizione.
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