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Pistoia

amianto killer

«Incostituzionale un giudizio bis»

«Incostituzionale un giudizio bis»

Ex dirigenti Breda davanti al gup, l’altolà dell’avvocato Niccolai

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PISTOIA. Sentenza di non luogo a procedere in base all’articolo 649 del codice di procedura penale, o, in subordine, valutare se, sempre in base alla stessa norma, quella del cosiddetto “ne bis in idem”, sussista una questione di legittimità costituzionale nel voler processare nuovamente per lo stesso tipo di condotte due imputati che undici anni fa vennero assolti.

È per valutare la tesi dell’avvocato Andrea Niccolai – difensore dei due imputati – che il gup del tribunale Alessandro Buzzegoli ha rinviato la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei due ex dirigenti della Breda, Corrado Fici e Roberto Cai, accusati di omicidio colposo per la morte di Amilcare Sacconi, ucciso da un mesotelioma causato dall’amianto respirate nell’arco dei 34 anni in cui aveva lavorato in via Ciliegiole.

Nel 2004, Fici e Cai furono assolti nel processo per la morte di altri lavoratori Breda. Da qui la questione sollevata dall’avvocato Niccolai: l’articolo 649 vieta un secondo giudizio per un medesimo fatto, inteso, anche se in presenza di un evento diverso, come condotta: quelle omissioni che avrebbero causato l’esposizione all’amianto nello stabilimento Breda. Anche il pm ha chiesto il non luogo a procedere. La decisione, il 3 marzo.

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