Il Tirreno

Pistoia

Anziana minacciata e rapinata in casa

Anziana minacciata e rapinata in casa

Anna Panichi: «Uno dei due mi ha puntato un arnese alla gola, costringendomi a dargli le chiavi della cassaforte»

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PISTOIA. La punta fredda di un oggetto metallico le ha toccato la gola. «Stai buona, stai zitta, fai la brava sennò ti s’ammazza».

Anna Panichi stava guardando la televisione in soggiorno. Le luci erano spente, solo lo schermo della tv rischiarava la stanza, mentre il resto dell’appartamento all’interno della palazzina di viale Matteotti era al buio. D’altra parte erano le nove di sera, e Anna, 75 anni portati bene e nessuna paura di vivere da sola, si stava rilassando sul divano dopo aver cenato. «Probabilmente era un coltello, ma poteva essere anche un cacciavite, con l’oscurità non sono riuscita a vedere bene». Ed è rimasta choccata da quella voce alle sue spalle. Dall’intimità improvvisamente violata, mentre uno dei due ladri le puntava quell’oggetto alla gola intimandole di «stare buona» e un altro le si parava davanti.

I carabinieri ritengono che si sia trattato di un furto finito in rapina. I due - uomini giovani, con delle sciarpe intorno al collo a coprirne parzialmente il volto - hanno rovistato nelle altre stanze prima di accorgersi della presenza di Anna Panichi. E una volta che se ne sono accorti, hanno sfruttato la situazione a loro vantaggio, facendosi consegnare le chiavi della cassaforte.

La figlia di Anna, Ilaria La Vecchia, mostra i segni all’esterno di un paio di finestre - tentativi di effrazione compiuti prima di riuscire a entrare nell’appartamento - e la piccola finestra del bagno con il vetro rotto. La finestra era chiusa, ma la tapparella non era ancora stata abbassata. Un testimone che abita in via del Funaro, traversa di viale Matteotti, racconta di aver visto due giovani scavalcare la recinzione del palazzo che dà su via del Funaro, alta poco più di un metro. Gli ha chiesto cosa ci facevano lì, loro non hanno risposto e sono saliti su una Golf, dove li attendeva una terza persona. L’auto è partita a forte velocità.

«Hanno provato a entrare dalla finestra della camera e anche da quella della cameretta - spiega Ilaria - ma hanno avuto miglior fortuna con la finestra del bagno. Abbiamo trovato i cassetti aperti, e rovistando nella cameretta si sono accorti della cassaforte dietro il quadro». Poi il volume della televisione e la luce fioca dal soggiorno li ha resi consapevoli che una persona era in casa. Una donna sola. «Mi hanno detto di stare buona - racconta Anna Panichi - e mi hanno chiesto le chiavi della cassaforte. Non sapevo che l’avevano trovata, ho provato a bluffare dicendogli che non ce l’avevo. E uno dei due mi ha ripetuto di fare la brava, sennò mi faceva del male». Anna ha comunque proseguito col bluff: «Stanno per tornare a cena». E uno dei due ha ordinato all’altro di chiudere la porta a doppia mandata. Si muovevano per l’appartamento con due torce piccole in mano. Una volta che gli ha consegnato le chiavi i tre sono andati nella cameretta. «Uno svuotava la cassaforte, e l’altro mi ha fatto sedere sul letto. Stava davanti a me con quell’arnese: «Ma che ci stai a fare con quell’aggeggio in mano?», gli ha detto.

Sì perché Anna Panichi, pur spaventata, è tutt’altro che una donna priva di coraggio. «Allora lui ha riposto l’oggetto nella tasca dei pantaloni».

Nel frattempo il complice ha tolto una federa da un cuscino e l’ha usata per riempire il contenuto della cassaforte: 400 euro in contanti e diversi monili in oro. Il tutto per un valore di diverse migliaia di euro.

«Mi hanno ripetuto di stare buona e ferma, e sono usciti dalla stanza. Ho aspettato, poi li ho chiamati, facendo un po’ da finta tonta: «Ragazzi...» Nessuno ha risposto. Mi sono avvicinata alla porta e ho sentito uno spiffero di freddo. Se n’erano andati dalla finestra».

Ancora sotto choc ha chiamato le forze dell’ordine: «Aiuto, sono stata aggredita». Poi ha aperto la porta. Una vicina, Chiara, le ha chiesto cos’era successo. E a quel punto Anna ha capito di essere in salvo. Ha telefoato a Ilaria e aspettato i militari del Norm.

Tiziana Gori

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