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Quei due eroi dimenticati saltati su una mina 71 anni fa

PISTOIA. Settantuno anni fa la città era già stata liberata dai nazifascisti, ma doveva fare i conti con un pericolo ugualmente fatale: gli ordigni inesplosi che erano rimasti nel terreno. Un lavoro...

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PISTOIA. Settantuno anni fa la città era già stata liberata dai nazifascisti, ma doveva fare i conti con un pericolo ugualmente fatale: gli ordigni inesplosi che erano rimasti nel terreno. Un lavoro che qualcuno doveva pur fare, un compito ingrato che toccava agli sminatori, persone del posto che per una miseria sceglievano di tentare questo tipo di avventura, anche perché il periodo era duro e bisognava in qualche modo riportare qualcosa a casa.

Il termine giusto di questa mansione era “rastrellatore” e sono davvero tante le persone che hanno pagato con la vita la bonifica delle colline e delle campagne intorno Pistoia. Fra questi, Corsino Corsini e Mario Meini, che nel 1945, al Poggiolino di Ponte Calcaiola, nel tratto che porta all’inizio della salita delle Piastre, saltarono in aria su una mina. La loro morte fu, per certi versi, beffarda. All’epoca, infatti, esistevano già i primi metal detector che rilevavano nel terreno la presenza di metallo, ma le mine i tedeschi le avevano realizzate con ogni tipo di materiale. E quindi non tutte venivano scovate. In più, come successe in questo caso, alcune erano collegate fra loro: dopo averne trovata e disinnescata una, Corsi i e Meini saltarono in aria per via del successivo innesco della seconda mina.

A distanza di tutti questi anni le famiglie ricordano sempre con affetto, ovviamente, i loro cari, ma vorrebbero anche un pizzico in più di riconoscenza da parte delle istituzioni, affinché non siano considerati “eroi di Serie B”.

All’epoca dei fatti, Corsini era personaggio noto in città perché, con il suo carretto da ambulante, si muoveva nel centro storico vendendo dolciumi. Lo scorso anno, grazie all’interessamento dell’Istituto storico per la Resistenza, si è risaliti al luogo preciso nel quale Corsino e Mario saltarono per aria.

«In tutto questo tempo – ricorda l’omonimo nipote Corsino Corsini, personaggio conosciuto in città per i suoi trascorsi a fianco della Pistoiese, come presidente del Cervo Bianco e come barista – sembra che le istituzioni si siano dimenticati di loro. Non chiediamo tanto, soltanto un piccolo cippo nel punto nel quale persero la vita. Visto che, giustamente, in città sono ricordati in strade, vie e piazze altri eroi dell’epoca, per onorare al meglio la loro memoria vorremmo che anche a Corsino e Mario fosse riservato un piccolo gesto, ma comunque importante per le famiglie».

Saverio Melegari

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