Il Tirreno

Pistoia

Casa della salute, il sindaco batte cassa

Tiziana Gori
I padiglioni dell'ex ospedale del Ceppo visti dall'alto (foto Gori)
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I padiglioni dell'ex ospedale del Ceppo visti dall'alto (foto Gori)

A pochi mesi dall’inizio dei lavori al Ceppo la Regione deve ancora stanziare i soldi previsti nell’accordo di programma

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PISTOIA. «Abbiamo bisogno che nell’area del Ceppo venga realizzata al più presto la Casa della salute. C’è un piano condiviso con Asl e Regione per organizzare in 21mila metri quadrati dell’ex ospedale dismesso una Casa della Salute di modulo complesso. Cioè una struttura che comprenda medici di base, attività infermieristiche, di riabilitazione, di primo soccorso e centri di cure intermedie. Ci servono 11 milioni di euro, 3,8 per partire con le opere di demolizione. E il termine previsto per l’inizio dei lavori è la prossima primavera».

Dato atto alla Regione dell’impegno preso per la “rigenerazione” del Ceppo, Samuele Bertinelli ha colto l’occasione del convegno sulla sanità pistoiese organizzato dallo Spi Cgil per ricordare all’assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi che la Regione ha qualche milione di euro da stanziare. Previsto nell’accordo di programma siglato quasi un anno fa.

Il Comune batte cassa. Lo fa in maniera discreta ma diretta. E in maniera altrettanto diretta, riguardo ai problemi vissuti negli ultimi mesi con Gesat per il nuovo ospedale San Jacopo (vedi questione parcheggi) confida a Stefania Saccardi che l’ente locale «ha bisogno di una presenza più vigorosa della Regione con il concessionario dei servizi ospedalieri, visto che saranno in mano a Gesat per altri 17 anni. Abbiamo la sensazione di essere lasciati un po’ soli».

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A fine 2014 la giunta regionale ha approvato la proposta di legge di riassetto del Servizio sanitario portata dall’assessore Saccardi. La proposta comprende modifiche alla legge regionale 40/2005 e alla legge regionale 28/2015. Cuore della riforma l’aggregazione delle 12 Asl toscane in tre macro Asl. Pistoia, con Prato, Empoli e Firenze è compresa nell’Asl di Area vasta centro. Consapevole delle minori risorse a disposizione la sanità pistoiese, ricorda Bertinelli, ha fatto del suo meglio per razionalizzare e ottimizzare. «È stata una scelta difficile portare il laboratorio di anatomia patologica a Pescia, così come chiudere la chirurgia a San Marcello. Il punto centrale della riforma è, a nostro avviso, il territorio». Un investimento sul territorio che in una sanità organizzata, com’è quella dei quattro nuovi ospedali toscani, per intensità di cure, è fondamentale. «È ingeneroso - sostiene Bertinelli, che è anche presidente della Conferenza dei sindaci - sostenere che in provincia si sono contratti i servizi. Nel 2014 con minori risorse abbiamo speso di più, aperto una nuova Rsa, siglato un patto per la malattia mentale e stiamo per firmare un accordo per le malattie neurodegenerative che ci costerà 500.000 euro». Progetti, dice guardando Saccardi, che devono essere incoraggiati.

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Dal canto suo Stefania Saccardi non ci sta a sentir parlare di «pesanti tagli». «Il fondo sanitario 2016 aumenta di 1 miliardo di euro». E agli interlocutori che le ricordano quanto questa cifra sia inferiore alle necessità reali, l’assessore invita a guardare il bicchiere mezzo pieno. Evidenzia come siano state compiute scelte importanti in ambito sociale: dalla creazione di un fondo per i disabili, agli stanziamenti per il medicinale anti epatite C, ai fondi per le nuove povertà. «Privatizziamo? - dice rispondendo alle accuse del Comitato referendario - Tutt’altro. A giorni annunceremo l’acquisto di Villa Ragionieri, a Sesto Fiorentino. Un bene privato che diventa pubblico: 160 posti letto per un Centro specializzato in cure oncologiche».

Sul nuovo ospedale, raccoglie l’invito del sindaco a un maggiore confronto. "Ci siederemo attorno a un tavolo. Il San Jacopo è troppo piccolo? La risposta non è costruire ospedali sempre più grandi, dobbiamo essere in grado di dare risposte sul territorio, perché l’ospedale diventi sempre più ricovero per casi acuti. Mi pare invece che Pistoia stia facendo ottimi passi avanti, qui ci sono - come ha ricordato il sindaco - progetti importanti. La responsabilità che la Regione si prende con la legge di riassetto è organizzare il sistema sanitario, trovando le vocazioni e puntando sulle eccellenze. Dobbiamo programmare in maniera ragionata il territorio».

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