Toscana
«Nella sala parto di Pistoia manca l’anestesista a tempo pieno»
La denuncia di Celesti (Forza Italia) in consiglio comunale. L’Asl replica: «Nascite senza dolore sempre garantite»
PISTOIA. Al punto nascita dell’ospedale di Pistoia manca un anestesista che si occupi soltanto dei parti. Lo ha denunciato lunedì 11 gennaio in consiglio comunale la consigliera di Forza Italia Anna Maria Celesti, di professione ginecologa. Celesti ha sottolineato in premessa l’assoluta e storica qualità del personale e dell’organizzazione del punto nascita pistoiese e ha chiarito anche che la carenza non dipende dalle scelte dell’Asl, semmai da una cattiva politica nazionale. La consigliera ha preso le mosse da una riflessione sui recenti casi di decessi avvenuti in sala parto, che hanno fatto notizia proprio per l’elevata qualità italiana in ambito europeo ed internazionale, tanto che «in Italia muoiono 10 neonati ogni 100.000 nati, mentre la media europea è di 20 su 100.000».
«Dobbiamo avere la consapevolezza che il parto è un evento naturale - ha detto la consigliera di centrodestra - ed è pertanto soggetto ad un esito infausto, seppure in minima percentuale. Tuttavia dobbiamo mettere la natura in condizioni che l’evento sia legato solo a questo e non ci siano difetti di tipo organizzativo e strutturale».
Celesti ha raccontato che a Pistoia alla 36ª settimana di gravidanza, il medico di famiglia chiede una visita anestesiologica per l’eventuale anestesia epidurale. «Correttamente, sia durante i corsi preparatori del parto che durante la visita, alla futura mamma viene detto che a Pistoia non c’è il servizio di anestesiologia dedicato 24 ore al giorno e che se vuole essere certa di essere sottoposta a quel tipo di anestesia, deve andare a partorire a Pescia. Ora, l’anestesia epidurale è stata inserita da un decreto del 2010 fra i livelli essenziali di assistenza. È, pertanto, un obbligo del sistema sanitario nazionale. Peccato che poi i governi si siano dimenticati di prevedere un capitolo di bilancio che finanzi questo servizio. Ed ecco che le Asl si trovano in difficoltà».
Celesti avverte: la disponibilità non fissa in sala parto dell’anestesista rianimatore non è solo un problema di anestesia epidurale, ma soprattutto di «salute della madre e del nascituro in casi di grave emergenza, quando avere un rianimatore in tempi rapidissimi può fare la differenza tra la vita e la morte». La consigliera ha annunciato la presentazione di una mozione sull’argomento, in cui si chiederà la creazione di un servizio a tempo pieno con la presenza di uno specialista all’ospedale di Pistoia espressamente dedicato al punto nascita.
Il consenso alla consigliera Celesti è stato unanime e trasversale. Anche il sindaco Samuele Bertinelli si è impegnato a sottoscrivere la mozione in consiglio comunale e ha definito “inaccettabile” la mancanza di un anestesista dedicato.
La risposta dell’Asl 3 non si è fatta attendere. «Nei presidi ospedalieri di Pescia e Pistoia è sempre presente un anestesista, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, che garantisce il proprio intervento per le urgenze - scrive la direzione - In particolare quando il parto è esposto a rischi ed è quindi necessario intervenire chirurgicamente (parto con cesareo), per tutelare la salute della donna e del nascituro, l'anestesista è immediatamente attivato, insieme all'éequipe chirurgica ostetrico-ginecologica».
«In entrambi i presidi - prosegue l’Asl - anche l'analgesia durante il travaglio parto è garantita, a meno che l'anestesista non sia impegnato nelle urgenze, tanto che in entrambi i punti i nascita nel 2015 il 50% delle donne che lo aveva richiesto ha comunque potuto usufruire della anestesia epidurale per il controllo del dolore».
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