Sicurezza
Nasconde cocaina nei giubbotti contraffatti
Venditore ambulante arrestato nel centro di Pistoia dagli investigatori della Squadra Mobile
PISTOIA. Per eludere eventuali controlli, aveva pensato bene di nascondere le dosi all’interno di uno dei giubbotti contraffatti che – come un normale ambulante – portava con sé. Ma il suo fare sospetto non è sfuggito agli investigatori della Squadra mobile. È stato nel pomeriggio di martedì – durante servizi specifici predisposti in provincia e in particolar modo nel centro storico di Pistoia per contrastare il fenomeno dello spaccio di stupefacenti, anche in seguito a segnalazioni ricevute dalla polizia da parte dei cittadini – che il trentaseienne spacciatore senegalese è stato arrestato. Serigue Mamadou Ndiaye è accusato dei reati di spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti. Complessivamente gli sono stati trovati circa 5 grammi di cocaina.
L’uomo è stato visto uscire dall’abitazione del centro dove abitava con una vistosa sacca in tessuto e gli investigatori della Mobile hanno deciso di bloccarlo per un controllo in Corso Gramsci. Ndiaye ha cercato di cavarsela dichiarando di non essere in possesso di un titolo valido per la permanenza sul territorio italiano poichè era arrivato da poco tempo nel nostro paese con lo status di profugo. Dichiarazioni però più che sospette, visto che in effetti parlava e comprendeva chiaramente la lingua italiana. Inoltre, ai poliziotti ha detto di chiamarsi in un certo modo e di essere domiciliato a Carrara, senza peròricordare l'indirizzo. Fatto sta che, scattata la perquiszione, nella grande sacca sono stati trovati dei giubbotti griffati verosimilmente contraffatti. E a quel punto l’uomo è stato portato in questura, dove è risultato che il nome fornito non era il suo, ma quello di un connazionale clandestino senza precedenti penali. Lui invece aveva un permesso di soggiorno valido fino a settembre 2016 per lavoro autonomo, ed era anche già noto alle forze di polizia. Nel contempo i poliziotti hanno perquisito dei capi di abbigliamento e, all’interno di uno dei giubbotti, è stata trovata parte della droga. La perquisizione è stata estesa all’abitazione, dove gli agenti hanno rovato il resto della cocaina, materiale comunemente usato per il confezionamento delle dosi e sostanza utilizzata per il taglio. Oltre a denaro in contanti per 1.275 euro. All’interno del locale sono stati trovati altri capi di abbigliamento contraffatti nonché adesivi termosaldanti, toppe e bottoni con i loghi di marche conosciute come Nike, Adidas, Moncler, Colmar, K-Way, Woorlich e Napapijri. Per cui Ndiaye è stato anche denunciato per i reati di ricettazione e contraffazione. Dopo le formalità di rito è stato portato in carcere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
