Gioco
Né fogne, né informazioni: Publiacqua sotto accusa
Rovente assemblea al circolo Arci di Sperone sui nuovi addebiti in bolletta. Ma dal 2016 novità in arrivo: non si pagheranno più gli impianti in anticipo
PISTOIA. Oltre due ore di assemblea rabbiosa, convulsa e tesa, tra utenti indiavolati che agitavano bollette in aria e dirigenti di Publiacqua le cui risposte spesso suscitavano solo boati di protesta. A lato, il vicesindaco Daniela Belliti e il rappresentante di Pistoia nel cda Publiacqua, Stefano Cristiano. È andata così, ieri pomeriggio al circolo Arci di Sperone, dove un centinaio di persone si era radunato per avere notizie di prima mano sulla questione delle bollette e dei conguagli per i servizi di fognatura e depurazione richiesti anche a chi non è allacciato.
Difficile, del resto, che le cose andassero diversamente: se una cosa l’assemblea di ieri ha dimostrato, è che la comunicazione non è mai stata il forte di Publiacqua. Ne era involontaria incarnazione lo stesso dirigente che più ha cercato di interloquire con gli utenti, Matteo Colombi, costretto a sgolarsi perché il circolo non gli aveva messo a disposizione neanche un microfono.
Comunque chi è riuscito a seguire il frammentario botta e risposta degli interventi, qualcosa ha capito. Intanto il nome del “nemico”: si chiama “tariffa D2” ed è la voce in bolletta con cui gli utenti pagano i costi di progettazione degli interventi (tubazioni, potenziamento dei depuratori) che sono in programma nella loro zona. Una voce che si paga, quindi, anche se non si è allacciati alla fognatura ma si ha soltanto una fossa settica. Naturalmente è previsto dalla normativa, non è un’invenzione di Publiacqua: ma è grazie a questa “D2” che oltre mille utenti pistoiesi si sono visti addebitare costi in bolletta per degli impianti che non esistono ancora. È quello che è capitato agli utenti di via Fiorentina dalla città fino all’incrocio di via di Canapale, i cui scarichi, raccolti ai lati della strada, da giugno 2014 sono pompati fino al depuratore centrale di via Toscana, in via di potenziamento. È quello che capita anche agli utenti di Nespolo, Chiazzano e Le Querce, dove arriverà un maxi collettore che è attualmente in fase di progetto. La gran parte di questi utenti ha anche una fossa settica che paga regolarmente per farla ripulire: ma questo non li salva, perché una fossa settica non è un impianto di depurazione. E quindi non c’è che da rassegnarsi a pagare due volte, anche se la cosa è apparsa a molti del tutto ingiusta.
Ma in molti casi la dicitura “D2” è comparsa dopo che la precedente bolletta, due-tre mesi prima, aveva chiarito che l’utenza in questione non era servita da impianti né se ne prevedeva progettazione e/o costruzione. Possibile che in due mesi si sia fatto un allacciamento? Il dirigente della spa ha spiegato che nel periodo di verifica della situazione degli utenti, durata per diversi mesi, Publiacqua aveva sospeso le bollette. Per non doverne mandare una sola che coprisse tutto l’anno, ha preparato bollette per il mese di ottobre rifacendosi alla vecchia situazione pre-verifica. La bolletta nuova, con la verifica compiuta, prendeva invece atto dell’esito del controllo: ed ecco spiegata la comparsa di quelle voci a distanza di un paio di mesi soltanto. Resta il fatto che ben pochi lo avevano capito: un’altra carenza di comunicazione.
Tantissime lamentele si sono poi appuntate su questo fatto: se Publiacqua ci chiede soldi per i lavori che fa, perché non ci dice a che punto sono? Colombi si è offerto di svolgere assemblee informative periodiche, per il resto ha rinviato al sito della spa. «Ma in bolletta non ci dite niente?» hanno esclamato in diversi.
Verso la fine, una buona notizia: la famigerata “D2” dal 2016 dovrebbe sparire. Evidentemente i costi dei progetti saranno spalmati su tutti gli utenti. Che a quel punto continueranno a pagare, ma forse si sentiranno meno presi in giro.
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