Sicurezza
Fusione, ok dalla Commissione regionale
Ora la proposta di legge passa al vaglio del Consiglio. Il Comune Abetone-Cutigliano nascerà nel 2017
ABETONE. La fusione fra il Comune di Abetone e quello di Cutigliano si farà. Questa è la decisione della 1ª Commissione Affari istituzionali della Regione Toscana. Naturalmente la Commissione invierà il proprio parere al Consiglio regionale, che crediamo non lo respingerà visto che la maggioranza l’ha approvato.
La decisione era nell’aria tanto che Il Tirreno l’aveva anticipata nei giorni scorsi. Questa decisione segna un’inversione di tendenza rispetto alla linea fin qui tenuta dalla Regione, cioè di non andare alla fusione quando uno dei Comuni aveva votato no al referendum consultivo. Di questo mutamento abbiamo chiesto spiegazione a Massimo Baldi, membro della Commissione, che ha sempre dichiarato di essere favorevole alle fusioni: «Nello specifico gli ingredienti che la Commissione ha valutato per dare il proprio parere favorevole sono quattro. C’è stata una richiesta da parte dei sindaci e dei Consigli comunali; il risultato generale del referendum supera il 74% dei favorevoli, valutando i voti uniti nei due Comuni; se poi facciamo un’analisi del voto ponderato abbiamo un rafforzamento di questa volontà; i sindaci hanno dato disponibilità ad andare avanti. Inoltre aggiungo e ricordo che il referendum è consultivo quindi va valutato l’esito situazione per situazione».
Di parere diverso dall’orientamento della Commissione sembra essere quello del consigliere regionale Aldo Morelli: «La ritengo una scelta non solo sbagliata ma anche pericolosa rispetto proprio alla materia dei referendum, in grado di mettere a rischio anche chi sta lavorando per proporre nuove fusioni. È sbagliata perché ribalterebbe l'orientamento da sempre assunto dal Consiglio regionale senza che lo stesso abbia discusso e assunto un nuovo indirizzo, non mettendo gli elettori a conoscenza degli eventuali effetti della nuova regola sul loro voto e determinando una evidente rottura nei rapporti con gli stessi. Ma l'aspetto più pericoloso, sul quale vorrei sommessamente invitare tutti, consiglieri regionali, sindaci, partiti, a riflettere, è quello che se si introducesse questa nuova "regola" il referendum perderebbe senso ed efficacia in quanto diventerebbe di fatto valida una sola espressione, quella del sì, in quanto l'altra, il no, di uno o più Comuni, potrebbe "sempre" essere sovrastata dalla sommatoria dei votanti, mentre è a quella comunità specifica che si chiede di esprimersi».
Sauro Romagnani
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