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Depositi di terra, il Comune di Pistoia vince il primo round al Tar

di Fabio Calamati
Depositi di terra, il Comune di Pistoia vince il primo round al Tar

I giudici respingono la richiesta di sospensione: entro marzo le aziende Vescovi e Rosi dovranno ripulire l’area entro la fine di marzo

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PISTOIA. Finisce 1-0 per il Comune il primo tempo della partita al Tar con le aziende edili Rosi e Vescovi sui depositi di terra lasciati di fronte all’ospedale San Jacopo. Con una decisione depositata lunedì 11 gennaio 2016, i giudici amministrativi fiorentini hanno respinto la richiesta di sospensione presentata dalle due aziende rispetto all’ordinanza firmata dal sindaco Bertinelli il 22 settembre scorso. Ordinanza che in sostanza concede sei mesi di tempo (fino a marzo, quindi) alle due aziende per ripulire i grandi depositi di terra accumulati lungo la tangenziale durante la realizzazione della nuova viabilità dell’ospedale San Jacopo. Vale a dire il grande ponte a doppia carreggiata che scavalca via Ciliegiole e che è stato aperto in corrispondenza con l’apertura del nuovo ospedale, nel luglio 2014.

I mucchi di terreno sono stimati in oltre 42.000 metri cubi di terra, per portarli via e smaltirli, la spesa preventivata è di un milione e mezzo di euro. Attorno ad essi si è scatenato un vero e proprio braccio di ferro tra le due aziende e l’amministrazione comunale, a partire dal maggio 2014, in occasione della visita finale di collaudo della nuova viabilità. In quell’occasione il Comune contestò per la prima volta a Vescovi e Rosi (le due aziende che avevano appena terminato la realizzazione dell’opera) la necessità di liberare dalla terra le aree che lo stesso Comune, nel 2010, aveva concesso alle due aziende per depositarvi i terreni di scavo del grande cantiere. Vescovi e Rosi ribatterono subito che quell’obbligo non li riguardava, anche perché i terreni non erano del loro cantiere.

Ne è seguito uno scambio di richieste, perizie, risposte, che hanno portato alla fine, nel settembre 2015, il Comune ad assumere una posizione definitiva: se non ci penseranno Vescovi e Rosi a ripulire tutto, lo farà il Comune rivalendosi poi sulle due aziende.

È questa l’ordinanza che è stata impugnata davanti al Tar, chiedendo innanzitutto una sospensione del provvedimento, per allontanare la scadenza di marzo. Ma i giudici del Tar, come detto, hanno dato ragione al Comune: Vescovi e Rosi hanno poco meno di tre mesi per mettere al lavoro le ruspe. I giudici, tra l’altro, hanno utilizzato una motivazione che sembrerebbe di buon auspicio per Palazzo di Giano quando ci sarà da decidere sul merito della questione, cioè su chi ha ragione e chi ha torto. La richiesta di sospensiva, infatti, è stata respinta “considerato che ad un primo esame – si legge – le censure fomulate nel ricorso e nei motivi aggiunti sembrano trovare efficace replica nelle controdeduzioni difensive del Comune di Pistoia e nella documentazione depositata a supporto delle stesse”.

Da tenere presente che la realizzazione della viabilità per il nuovo ospedale (valore complessivo 4,5 milioni di euro) è uno degli appalti finiti nell’inchiesta e nel processo “Untouchables” sulle gare truccate, processo di cui i rappresentanti delle due aziende sono imputati. Secondo la procura – ma il Comune non la pensa diversamente – nella aggiudicazione e realizzazione di quell’opera ci sono state molte irregolarità. Tanto che lo stesso Comune, appena chiuso il cantiere, si rifiutò di pagare una parte dei lavori. Ne è nata una complessa causa civile in cui sono le due aziende a pretendere un risarcimento milionario (4 milioni) dall’amministrazione comunale.

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