Il Tirreno

Pistoia

Diciannove denunciati per il reato di immigrazione clandestina

Antonio Fusco (a sinistra) e il questore Salvatore La Porta
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Antonio Fusco (a sinistra) e il questore Salvatore La Porta

Pistoia, tutto è partito con l'arresto dell'ex consigliere Alfredo Paolini, che secondo le accuse vendeva documenti falsi a stranieri non in regola

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PISTOIA. La Squadra mobile, diretta dal vicequestore Antonio Fusco, ha deferito all'autorità giudiziaria 19 persone, che a vario titolo, in concorso col 71enne Alfredo Paolini, si sarebbero rese responsabili del reato di immigrazione clandestina.

Le indagini erano scattate in seguito all'arresto, il 26 agosto 2015, proprio di Paolini (ex consigliere comunale), colto in flagranza di reato mentre consegnava agli addetti dell'Ufficio immigrazione della questura documenti fiscali e lavorativi falsi per far ottenere a due cittadini marocchini, presenti in quel momento e denunciati a piede libero, il rinnovo del loro permesso di soggiorno.

All’epoca venne effettuata una perquisizione nella sede della ditta che faceva capo a Paolini. che già dai primi accertamenti sembrava essere stata creata ad arte proprio per raggirare le normative in materia di soggiorno. L'ex consigliere, celandosi dietro questo paravento, eseguiva iscrizioni fittizie degli extracomunitari nel libro di soci-lavoratori e grazie a tale espediente forniva loro, presumibilmente dietro compenso, falsa documentazione contrattuale, fiscali e di reddito grazie alla quale potevano formalmente presentare istanze di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno.

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L’esame della documentazione acquisita ha fatto emergere che Paolini. aveva da tempo collaudato un vero e proprio sistema per le finalità illecite che si era prefissato. In particolare negli ultimi anni aveva costituito quattro società prive di lavoro e reddito attraverso le quali assumeva, manodopera extracomunitaria. Per celare la sua attività aveva escogitato di sostituirsi a terze persone, ignare di essere state nominate amministratori unici delle società, a nome e per conto delle quali firmava falsi contratti di lavoro, buste paga e dichiarazioni reddituali in favore degli stranieri. Un meccanismo illecito, portato alla luce dalla Squadra mobile di Pistoia, che ha consentito di individuare altre 16 posizioni relative a false regolarizzazioni di cittadini extracomunitari di varia nazionalità che sono state presentate, sempre per non generare sospetti, anche in altre province come quella di Prato, Firenze, Perugia e Modena. Le persone che con questo sistema erano riuscite a raggirare la normativa sull’immigrazione ottenendo il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno sono state segnalate agli Uffici Immigrazione competenti per territorio per l’avvio della procedura amministrativa volta alla revoca del permesso ricevuto.

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