Proteste
Montale, maxi discarica sequestrata dalla Forestale
MONTALE. Lavatrici, asciugatrici, batterie esauste, sanitari, vetro, bidoni in plastica, pneumatici fuori uso. Questo lo scenario che si mostra ai nostri occhi a Montale, località Casa Carlesi per la...
MONTALE. Lavatrici, asciugatrici, batterie esauste, sanitari, vetro, bidoni in plastica, pneumatici fuori uso. Questo lo scenario che si mostra ai nostri occhi a Montale, località Casa Carlesi per la precisione. Una discarica a cielo aperto, con rifiuti di ogni genere “appoggiati” comodamente sul terreno.
L’inciviltà e la maleducazione ancora una volta regnano sovrane sotto gli occhi di tutti. Tale discarica si trova in un terreno adiacente un fabbricato rurale abbandonato, utilizzato nel passato da persone emarginate. La zona è circondata da terreni agricoli adibiti a vivaio. Passando lì davanti si può vedere un cartello del Corpo Forestale dello Stato: i rifiuti sono già stati sottoposti a sequestro penale probatorio da parte dell’autorità giudiziaria ai sensi dell’art. 354 del codice di procedura penale. «Uno scenario raccapricciante –spiega un nostro lettore che ci ha segnalato l’accaduto- passavo di qua per caso ed ho notato tutta questa roba abbandonata sul terreno, con tanto di cartello di sequestro. Non riesco a capire come ci sia gente che possa fare una cosa del genere, senza alcun rispetto per se stessi, per gli altri e soprattutto per l’ambiente. Dovrebbero esserci delle sanzioni molto più severe, oltre a controlli a tappeto. Non è possibile che cose del genere siano così frequenti e che avvengano alla luce del sole. Queste persone evidentemente si sentono impunite».
Oltre a lavatrici, sanitari, bidoni in plastica, asciugatrici e quant’altro, ci sono rifiuti solidi urbani di ogni genere ed abbigliamento in disuso. I rifiuti abbandonati sono stati classificati come rifiuti speciali e urbani, pericolosi e non pericolosi. All’interno sono stati sequestrati numerosi documenti cartacei che dovrebbero permettere alla Polizia giudiziaria di risalire agli autori del reato. Potrebbe anche trattarsi di un sito abusivo dove venivano recuperate le parti metalliche dei rifiuti ingombranti. La relativa fattispecie sanzionatoria è disciplinata dall’art. 256 del decreto legislativo 152 del 2006 (Testo unico ambientale) che prevede l’arresto da sei mesi a due anni e l’ammenda da 2600 euro a 26 mila euro. Di questa situazione è stato informato anche il Comune di Montale, per l’emissione della prevista ordinanza per il ripristino dello stato dei luoghi. Eppure, dopo l’ultima segnalazione di una discarica abusiva proprio lo scorso ottobre, l’amministrazione aveva garantito l’intensificazione dei controlli e del monitoraggio della zona e l’incremento delle attività sanzionatorie soprattutto nella zona industriale. Non tende quindi a cessare il fenomeno degli abbandoni dei rifiuti, esempio di vera inciviltà e di incuria dell’ambiente e della salute, nonostante lo stesso rappresenti un illecito amministrativo in alcuni casi ed un reato penale in altri, ossia allorquando a commettere l’abbandono sia un titolare di attività e/o impresa.
Alessandra Tuci
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