Il dolore
L’Asl regala tavoli e armadi del vecchio Ceppo
Tra i destinatari, diverse associazioni di volontariato. Ma spunta anche la questura di Pistoia
PISTOIA. Tre armadietti tipo spogliatoio, un comodino, una cassettiera e un armadio sono andati alla Misericordia di Montecatini. Alla Confraternita di Pescia solo un classificatore a cassetti. La Misericordia di Valdibrana e Uzzo, invece, ha fatto una vera e propria incetta: una decina di tavoli, cinque armadi, alcune sedie e poltroncine, diverse aste porta flebo e persino una libreria. L’associazione “Raggi di speranza in stazione” si accontenta di tavoli e mobili da cucina.
Di che si tratta? Non è il resoconto di un saccheggio, ma il contenuto di alcune delle ultime delibere con cui l’Asl 3 sta finendo di liberarsi degli arredi e delle attrezzature del vecchio ospedale del Ceppo.
L’operazione è partita già nel 2013, pochi mesi dopo l’apertura del nuovo ospedale San Jacopo. L’Asl annunciò che per buona parte dei mobili e delle attrezzature del vecchio ospedale c’era la possibilità di avanzare richieste: sarebbero state vagliate dai dirigenti dell’azienda sanitaria e, se ritenute idonee, accolte, naturalmente a titolo gratuito. Si tratta infatti di materiale non nuovo (questo, per quanto possibile, è stato “riciclato” al San Jacopo) e quindi già ammortizzato nei bilanci dell’azienda sanitaria, che di conseguenza non fa pagare nulla a chi bussa alla sua porta. Nell’ultimo anno e mezzo le delibere di cessione di materiale sono state molte: quelle citate all’inizio sono soltanto le ultime comparse sull’albo pretorio on line dell’Azienda sanitaria pistoiese. Probabilmente non ce ne saranno molte altre, perché il vecchio Ceppo è stato ormai completamente svuotato.
Da sottolineare che tra gli enti che si sono messi in fila per ereditare arredi del vecchio Ceppo c’è anche la questura di Pistoia. In via Macallè sono finiti un attaccapanni, un lavello, un paio di armadi, tavolini, un frigo e altri apparati, tra cui un “diafanoscopio”, uno di quegli schermi utilizzati dai medici per “leggere” meglio le radiografie.
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