Il Tirreno

Pistoia

I comitati: subito le casse anti-alluvioni

di Fabio Calamati

Dalla piana tornano ad alzarsi le voci che chiedono interventi subito. Intanto il nuovo Piano regionale ribadisce i rischi

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PISTOIA. Sono giorni cruciali per la lotta alle alluvioni. La giunta regionale, infatti, dovrebbe approvare il Pgra, sigla che sta per "Piano di gestione del rischio alluvioni", il nuovo strumento che sostituirà i vecchi Pai (Piano assetto idrogeologico). In pratica, una mappa molto dettagliata del rischio di alluvioni sul territorio, dei luoghi da tutelare, un insieme di interventi per ridurre il rischio idrogeologico e di norme per non accrescerlo (tipo: in certi posti non si può costruire, in altri si può ma bisogna prevedere delle opere tipo casse di raccolta o casse di espansione per ridurre i rischi).

La nuova mappa per il bacino dell'Ombrone pistoiese è già on line da alcune settimane. Inutile dire che per la piana a sud di Pistoia non è per niente tranquillizzante: più o meno da San Pierino Casa al Vescovo in giù, verso est e verso sud, la mappa colora il terreno di blu scuro, l'area a maggior rischio di alluvioni. Insomma, anche il Pgra certifica il rischio idraulico della piana.

Inutile dire che la cosa è subito balzata agli occhi dei combattivi Comitati contro le alluvioni, che rilanciano la loro consueta battaglia: per ridurre il rischio occorrono opere, da mettere subito in programma e realizzare nel minor tempo possibile. E senza stare a discutere di precedenza per gli interventi contro le acque basse (cioè gli allagamenti provocati dai corsi d'acqua minori, che esondano anche se piove relativamente poco) o contro quelle alte (le vere e proprie alluvioni, quando a rompere gli argini sono i corsi d'acqua più importanti, a partire dall'Ombrone). «Per ridurre il rischio alluvioni - sottolinea Daniele Manetti, uno dei coordinatori dei Comitati - bisogna lavorare per fermare sia le acque basse sia quelle alte. Il problema è che di interventi non se ne vede, soprattutto nel Comune di Pistoia».

Le stesse cose Manetti, insieme all'altro coordinatore dei comitati, Niccolò Lucarelli, le hanno ripetute al nuovo resposabile tecnico al rischio idrogeologico della Regione, ingegner Marco Masi, spedito nei giorni scorsi sulla piana pistoiese dall'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni. Masi ha svolto un sopralluogo il 15 dicembre fra la Querciola e Barba, a tenergli compagnia oltre a Manetti e Lucarelli c'erano altri tecnici della Regione, del Genio civile, del Consorzio di bonifica, assessori e consiglieri comunali di Quarrata e diversi cittadini.

Al primo posto nella lista delle richieste del coordinamento dei comitati c'è, da alcune settimane, la realizzazione di una cassa di espansione sull'Ombrone nel territorio del Comune di Pistoia. Non una novità, ma un'emergenza ancora più forte - se possibile - da quando il progetto delle casse di espansione ai Laghi Primavera ha conosciuto un sostanziale stop, con la decisione del Ministero dell'ambiente di sottoporlo a Valutazione di impatto ambientale.

I Comitati hanno ribadito la loro linea: una cassa di espansione a Pistoia è fondamentale, sia contro le maxi alluvioni che contro quelle piccole; Pistoia, tra l'altro, è l'unico Comune che non ha realizzato casse di espansione. Per dieci anni tutti hanno aspettato quelle ai Laghi Primavera. Ad aprile era arrivato anche l'impegno scritto del presidente della Regione Rossi. E ora che il progetto ha subito un sostanziale rinvio, la priorità è trovare un altro sito. «Va benissimo anche Pontelungo, o un altro ancora, basta che quella cassa sia fatta» tuona Manetti.

Altre due questioni urgenti riguardano il Comune di Quarrata. La prima: l'ente si deve dotare di un piano di protezione civile, che ancora non ha. Un piano che comprenda anche l'utilizzo di idrovore: dove piazzarle e quante, quali responsabilità e così via. Il secondo punto in sospeso riguarda la cassa di espansione ancora da realizzare alla Querciola, quella che nelle mappe figura con la sigla A1. Secondo i comitati, andrebbe realizzata non dove è prevista adesso ma in località Case Betti, in territorio pratese. Una richiesta di modifica in questo senso era stata anche protocollata e approvata, ma non si è mai tradotta in una scelta concreta.

Di questioni, poi, ce ne sarebbero anche molte altre e nel sopralluogo con l'ingegner Masi sono state tutte messe in rilievo. Ora i comitati tornano ad aspettare fiduciosi: l'assessore regionale Fratoni ha promesso di rifarsi viva entro la fine di gennaio per fare il punto sulla situazione e sugli interventi necessari. Che più passa il tempo, più diventano urgenti, come sostengono i comitati. Tanto più che ora c'è anche il Pgra, con tutto quel blu scuro a sud di Pistoia, che per gli abitanti di Bottegone, Barba, Quarrata e dintorni significa la paura che ritorna ogni volta che piove più del solito.

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