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Dichiarate fallite le aziende della Phone&Go spa ed srl

di Pasquale Petrella
Dichiarate fallite le aziende della Phone&Go spa ed srl

Il tour operator charterista che nel 2005 contava cento dipendenti e un invidiabile fatturato è stato travolto dalla crisi mondiale e, soprattutto, dalle turbolenze che vive il Medio Oriente

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PRATO. La Phone&Go spa e la Phone&Go srl unipersonale sono state dichiarate fallite dai giudici del Tribunale di Pistoia. L’azienda di via Luigi Galvani 15 che fa riferimento all’imprenditore egiziano Fouad Hassoun ha capitolato di fronte alla crisi mondiale che ha colpito in maniera più pesante proprio quel Medio Oriente col quale la ditta aveva la maggior parte dei suoi rapporti. Dopo aver quasi dimezzato i suoi dipendenti a fine 2014, portandoli da 50 a 30 incentivando venti esodi, e dopo aver tentato un concordato preventivo a metà 2015 e ridotto il personale a sole diciannove unità, nelle ultime settimane di dicembre è nata la consapevolezza di presentare al Tribunale un’autodichiarazione di fallimento.

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Non è escluso che a far precipitare la situazione sia stato l’abbattimento con 224 morti avvenuto il 31 ottobre scorso dell’aereo russo della compagnia Metrojet nel Sinai da parte dell’Is, che ha inevitabilmente e letteralmente annullato il Mar Rosso dalle destinazioni dei turisti italiani. E così il tour operator charterista pistoiese ha alzato bandiera bianca.

Giudice delegato alla procedura di fallimento è stato nominato Raffaele D’Amora e curatore fallimentare il dottor Giorgio Federighi che, già nell’estate scorsa era stato nominato commissario giudiziale per seguire la procedura di concordato preventivo che l’azienda aveva presentata il 29 giugno. Una richiesta che però fu ritirata poco tempo dopo non dando neppure il tempo al professionista di cominciare a valutare la documentazione. Evidentemente già nel luglio scorso il bilancio della Phone&Go spa era compromesso e l’eventuale piano industriale da proporre per salvare l’azienda dal fallimento deve essere stato ritenuto poco concreto da parte degli stessi vertici della società e dei loro consulenti. Così, prima dei sessanta giorni previsti per presentare al commissario giudiziale il piano di ristrutturazione fu deciso di ritirare la domanda e la società ha continuato il suo doloroso cammino che si è chiuso poi con l’autodichiarazione di fallimento.

Fouad Hassoun, 54 anni, sposato con una pistoiese che nel 2005 aveva cento dipendenti ed era fra le prime dieci società per fatturato presenti sul territorio, sperava tanto in una ripresa nel 2017-18 ma non ci arriverà. Non ci arriverà con la ditta italiana ma chissà che a Sharm el Sheikh non riesca a tenere in vita il call center che aveva trasferito in outsourcing per poter ripartire in tempi migliori. Intanto però a Pistoia ci sono altri diciannove dipendenti che hanno perso il loro posto di lavoro e questo non è un buon auspicio per il nuovo anno che è cominciato.

Lo stato passivo della Phone&Go verrà esaminato il prossimo 26 aprile.

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