Il Tirreno

Pistoia

Verdure e bollette svuotano il portafogli

di Fabio Calamati
Verdure e bollette svuotano il portafogli

La radiografia dei prezzi a Pistoia nel 2015, con i rincari della frutta e dell’acquedotto e i ribassi di benzina e gasolio

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PISTOIA. Nell’anno appena trascorso, le verdure fresche sono rincarate del 10,4%, la frutta del 5,2, l’olio di oliva di quasi il 6%. Il pesce fresco è aumentato in dodici mesi del 9%. Meno male che i prezzi della carne sono rimasti più o meno fermi, lo stesso ha fatto il pane, e che latte, formaggi ed uova erano addirittura più a buon mercato a fine anno che a gennaio 2015, facendo registrare alla fine una riduzione dei prezzi del 2,2%. Come dire buone notizie per chi fa la spesa, un po’ meno per chi alleva galline o mucche da latte.

Comunque sia, a Pistoia lo stesso paniere di prodotti comprato a dicembre, costava un po’ di più che a gennaio 2015, dodici mesi prima. Per la precisione, l’1,6% in più. Lo certifica l’Ufficio statistica del Comune, che due giorni fa ha diffuso, come tutti i mesi, la rilevazione dei prezzi al consumo a Pistoia su 500 prodotti circa, autonomamente elaborati. I dati grezzi sono stati spediti anche all’Istat, che a metà del mese rende pubblici i dati sull’inflazione per tutto il territorio nazionale. Pistoia può anticipare l’istituto nazionale di statistica perché dal 2004 è inserita nel ristretto club delle città campione, cioè quelle che l’istituto ha verificato essere in grado di elaborare in proprio i dati raccolti.

A metà del mese, quindi, sarà possibile verificare di quanto sono aumentati i prodotti alimentari in tutto il paese e fare i confronti con Pistoia. Per intanto ci sono i dati fino a novembre, che indicavano per l’indice nazionale un incremento dell’1,1%. Rimanesse fermo, vorrebbe dire che a Pistoia il costo della spesa alimentare, nel 2015, è aumentato più che nella media nazionale.

Da che cosa sono dipesi questi aumenti? Una ricerca dell’Ufficio studi dell’associazione artigiani Cgia di Mestre getta la colpa sull’eccessiva frammentazione del sistema di distribuzione (troppi intermediari dal campo al negozio), su manovre speculative, soprattutto d’estate, e sulla crescita della domanda (ormai le famiglie italiane spendono più per la verdura che per la carne).

Brutte notizie anche sul fronte della casa. Il report dell’Ufficio statistica comunale segnala consistenti aumenti in quasi tutte le bollette. Quella dell’acqua è salita del 6,4%, quella per i rifiuti del 4,1, il canone radio e tv del 3,8%. E meno male che l’energia elettrica è rimasta più o meno ferma.

A rifocillare i portafogli impoveriti dalla spesa per gli alimentari e per le bollette, comunque, questa volta ci hanno pensato la caldaia di casa e i distributori. La buona notizia per i consumatori pistoiesi, infatti, è che in un anno fare il pieno di benzina costa l’8,2% in meno, addirittura il 12% in meno se la vostra auto va a gasolio. E il calo del costo per il riscaldamento arriva addirittura al 13,9% di ribasso. Quest’ultima variazione, da sola, cancella gli aumenti delle altre bollette, portando anzi in negativo l’inflazione 2015 nella categoria “abitazione ecc.”, al -0,7%. L’altra categoria che beneficia del calo dei prodotti petroliferi è quella dei “trasporti”, che a fine anno fa segnare un -3,1%, superiore al -2,6% nazionale (dati di novembre, come ricordato prima).

Ma considerando non solo la spesa quotidiana, le bollette e il pieno all’auto, ma anche tutte le altre voci del bilancio familiare, dai vestiti ai biglietti del cinema, come sono andate le cose nel 2015? L’Ufficio statistica del Comune fissa il tasso di inflazione in città allo 0,8%: come dire prezzi in lieve aumento. Ma - come visto - sotto la superficie di questa calma apparente, i prezzi con cui abbiamo a che fare tutti i giorni viaggiano spesso sulle montagne russe. Per fortuna, a volte salite e discese si compensano.

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