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Pistoia

Confcommercio sui dehors «Il Comune sta sbagliando»

Confcommercio sui dehors «Il Comune sta sbagliando»

Non cessano le polemiche sui tavoli esterni negati ai locali della zona della Sala «Molti esercenti penalizzati avevano pagato regolarmente il suolo pubblico»

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PISTOIA. Le richieste di rinnovo dei permessi per i tavolini all’aperto dei locali pubblici sulla Sala (i cosiddetti “dehors”) sono state accolte solo per metà, quest’anno, dagli uffici comunali. Una cosa normale? Secondo la Fipe (sindacato pubblici esercizi) Confcommercio, sicuramente no. “Quando le proporzioni sono di questa entità (50% dei casi) – si legge in un comunicato diffuso ieri – il sospetto che qualche cosa sia saltato nelle procedure è più che legittimo , soprattutto perché si tratta di una situazione verificatasi a normativa invariata rispetto ad un adempimento che si ripete da anni con esiti evidentemente molto diversi da quelli attuali".

A fornire le cifre esatte sulle contestatissime bocciature era stato – il 31 dicembre – lo stesso Comune, con una nota in cui si sottolineava ancora una volta che quelle bocciature sono scelte tecniche della conferenza dei servizi che per regolamento deve esaminare le richieste.

Ma la nota della Fipe entra anche nel merito delle bocciature. “Andando ad analizzare – si legge – un po' più nel dettaglio si scopre che molti dei pagamenti ritenuti non versati sono stati in realtà correttamente corrisposti e solo per questioni contabili del Comune non risultavano; le sanzioni elevate in corso d'anno, una massimo due, non raffigurano una situazione diversa rispetto a quella di anni precedenti. Perché oggi si sono considerate a fondamento del mancato rinnovo? Oltretutto si hanno casi di sanzioni elevate a distanza di pochi minuti nei confronti del medesimo concessionario per la stessa violazione ( presenza di funghi riscaldatori ), una per apparecchio, come se si prendessero due multe per Eccesso di velocità con autovelox posizionati a 10 metri l'uno dall'altro...”.

Di fronte all’ondata di proteste dei commercianti della Sala, che attribuiscono molta importanza al fatto di poter disporre di tavoli esterni, il Comune ha sin qui ribadito che contro i “no” espressi dalla conferenza dei servizi si potevano adeguare le richieste e mettersi in regola. “È evidente – sottolinea ora la Fipe – che ciascuna impresa ha, per la propria specifica posizione, prodotto le proprie osservazioni nei termini di legge al provvedimento di diniego, o lo farà nei prossimi giorni, ma è altrettanto evidente che dover attivarsi, magari con un legale per far valere un pagamento già corrisposto rappresenta un inaccettabile costo burocratico”.

Infine “lasciano spiazzate valutazioni, come quella della Sovrintendenza – conclude la Fipe – che cancellano decine di posti tavola , e con questi posti di lavoro, in luoghi dove da anni convivono e si valorizzano a vicenda bellezze artistiche e ristorazione , come peraltro avviene in tutte le città storiche d'Italia e del mondo”.

Insomma, la polemica continua. L’assessore comunale Tina Nuti avrà la possibilità di chiarire ulteriormente la posizione dell’amministrazione l’8 gennaio, nel corso della riunione della commissione 5 del consiglio comunale, quella che si occupa di commercio.

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