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Saeco, il nuovo anno porta licenziamenti
Dichiarati 243 esuberi su 558 posti. Un operaio: viviamo nell’ansia, basta con le delocalizzazioni
PORRETTA TERME. Cinquecentocinquantotto persone lavorano nello stabilimento Philips Saeco di Gaggio Montano e dallo scorso novembre è noto il fatto che 243 di loro sono destinate ad essere licenziate.
Quello che forse in pochi sanno è che esiste un presidio h24 davanti allo stabilimento di via Torretta 240, a testimoniare che questi lavoratori non vogliono mollare. E che associazioni di volontariato e lavoratori di altre realtà aziendali dell'Alto Reno si presentano al presidio in segno di solidarietà. Forse perché sono tanti quelli che si riconoscono nel rischio della politica delle dislocazioni aziendali in Paesi alternativi all'Italia dove produrre costa meno. 558 persone che non dormono sonni tranquilli, visto che nessuno di loro ha ricevuto ad personam la lettera di licenziamento. «Attualmente tutti noi possiamo far parte di questi 243 esuberi, perché di nomi non sono mai stati fatti».
A parlare è un operaio della montagna pistoiese, addetto qualità, che in questi giorni sta vivendo un Natale non tranquillo come tutti coloro che alla Philips Saeco hanno costruito la propria vita professionale. Sulla montagna pistoiese lavorano lì una cinquantina di dipendenti. Una decina dal comune di San Marcello e molti altri, forse 40, dal comune di Sambuca. «Quando il gruppo Philips entrò nel 2009 -spiega il nostro protagonista- andava tutto molto bene. Ma poi, via via che il tempo passava succedeva qualcosa di negativo. Ad esempio nel 2013 chiuse lo stabilimento di Panigali, poi successivamente si sentiva la voce della chiusura dello stabilimento di via Torretta 230, quella che una volta era la Saeco 1, e infatti è prevista con la fine di questo anno.
La nostra lotta è cominciata a novembre e adesso continua un presidio 24 ore su 24. Tutti noi siamo a rischio, i nomi degli esuberi non sono stati fatti e siamo tutti nella stessa barca». Poi continua. «Quando sono entrato 16 anni fa -aggiunge - si lavorava tantissimo e la gente era soddisfatta. Mentre oggi facciamo il picchetto, allora si lavorava a dicembre a tutto ritmo. Secondo me qui a Gaggio Montano rimarranno la produzione dei prototipi mentre tutto sarà portato in Romania. Il vero problema sono queste continue dislocazioni all'estero di aziende italiane. Quello che ci onora - conclude - è che la solidarietà al nostro picchettaggio è testimoniata anche da lavoratori di altre aziende che conoscono bene questa problematica. Inoltre ci fa piacere e ci rende orgogliosi tutto il mondo del volontariato, che ogni giorno è con noi per farci da mangiare e altri servizi simili».
Intanto le istituzioni non stanno con le mani in mano. Il sindaco di Sambuca Fabio Micheletti ha chiesto di inserire il testo di una mozione a favore dei lavoratori Philips Saeco anche nell'arco del consiglio comunale di San Marcello, approvato all'unanimità dalla realtà consiliare guidata da Silvia Maria Cormio. «So che anche il governo centrale - ha detto Micheletti - con il ministro Guidi ha aperto un tavolo di crisi che cercherà di evitare i licenziamenti con varie formule, come ad esempio i vari ammortizzatori sociali. E in futuro avrebbe chiesto un nuovo piano industriale che valorizzi il contesto dell'Alto Reno. In questa area geografica è in forte crisi il distretto industriale e il grande problema rimane la dislocazione delle aziende».
La scorsa vigilia di Natale ha fatto visita al presidio anche il consigliere regionale Pd Marco Niccolai. «In questo stabilimento -ha dichiarato Niccolai- lavorano decine di abitanti della montagna pistoiese e, per questo, la Regione Toscana si è già attivata nei confronti della Regione Emilia Romagna, che sta gestendo la crisi assieme al governo, per assicurare il massimo supporto. Ho ricordato ai lavoratori che la Regione e le istituzioni locali sono accanto a loro, per intraprendere le azioni utili a salvaguardare il presidio produttivo».
Carlo Bardini
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