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Pistoia, il meteo pazzo preoccupa i vivaisti: «Adesso c’è il rischio delle gelate»

di Valentina Vettori
Pistoia, il meteo pazzo preoccupa i vivaisti: «Adesso c’è il rischio delle gelate»

Tropiano (Coldiretti): le piante ornamentali sono quelle più esposte al rischio di subire gravi danni La mancanza di freddo fa però proliferare i parassiti. Troiano (Cia): le difficoltà crescono

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PISTOIA. Questo clima imprevedibile, tra temperature troppo miti e fenomeni atmosferici eccezionali, sempre più frequenti, determinano forti rischi per le attività agricole e vivaistiche del territorio pistoiese.

Da qualche anno a questa parte, l’innalzamento delle temperature sta determinando cambiamenti climatici che si avvertono con chiarezza anche nella nostra provincia, e i problemi per le imprese del settore aumentano, stando a quanto riferiscono gli addetti ai lavori.

Coldiretti e Cia tracciano un quadro di quello che è stato un anomalo 2015 – con una siccità estiva disastrosa e temperature invernali che stentano a fare capolino - e sperano che il 2016 porti in dono un clima più regolare che possa garantire alle piccole e grandi attività agricole pistoiesi una produzione migliore.

Gli ultimi giorni del 2015 sono caratterizzate da temperature tutt’altro che invernali e da una perdurante carenza di precipitazioni. Ma in questo periodo, il vero spauracchio sono le improvvise gelate che, sempre più spesso, si presentano in ritardo a ridosso della primavera, determinando rischi per diversi tipi di colture. Danni tanto maggiori in quanto vanno a colpire piante che fino ad allora sono cresciute in un clima particolarmente mite.

Vincenzo Tropiano, direttore Coldiretti Pistoia, spiega che le variazioni climatiche, ormai in atto da qualche anno, provocano gravi problemi di adattamento. In particolar modo, le piante ornamentali – che beneficiano di un andamento stagionale regolare – risentono maggiormente dei fenomeni eccezionali come vento, gelate e sbalzi termici, ma anche di inverni troppo miti che impediscono l’avvio del processo di riposo vegetativo delle coltivazioni. E il risultato sono danni estetici alle piante, con gravi ripercussioni sulla loro commercializzazione. Senza il freddo, inoltre, si presentano i problemi legati alla prolificazione di insetti e parassiti che costringono poi al ricorso a trattamenti fito-sanitari sulle piante per garantire l'effetto abbattente anti parassitario.

A questo parole si uniscono quelle di Francesco Troiano, agronomo della Cia Pistoia, che sottolinea come i fenomeni climatici di carattere eccezionale, ma ormai sempre più frequenti - come la tempesta di vento dello scorso marzo, ma anche gli eventi alluvionali registrati nel 2014 e nel 2015 - rappresentino un rischio crescente per le attività agricole e vivaistiche.

«I danni alle colture e le ricadute economiche subite – spiega Troiano - aumentano il pessimismo degli operatori del settore, che già si trovano a fronteggiare l'incertezza del mercato e, accanto a questa, anche quella climatica».

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