Il Tirreno

Pistoia

Pistoia, sotto accusa l’ex presidente dell’Arci

Massimo Donati
Pistoia, sotto accusa l’ex presidente dell’Arci

Truffa, abuso d’ufficio, falso: chiesto il rinvio a giudizio per due dirigenti dell’associazione e due funzionari comunali

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AGLIANA. Dopo l’assoluzione delle tre insegnanti del liceo pedagogico di Pistoia, accusate di omessa denuncia da parte di pubblico ufficiale, e in attesa della sentenza nei confronti di quattro ex maestre dell’asilo aglianese, sotto processo per maltrattamenti, il “Gatto Parlante”torna al centro di un procedimento giudiziario. In questo caso i reati ipotizzati dalla procura sono quelli di abuso d’ufficio, truffa e falsità ideologica.

Il sostituto procuratore Luigi Boccia, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex presidente dell’Arci provinciale, Marcello Magrini, dell’ex assessore allo Sport di Agliana , Fabrizio Magazzini, e di due funzionari dello stesso Comune, Luigi Della Greca e Simona Lombardi.

I comportamenti illeciti contestati a vario titolo ai quattro imputati risalgono al periodo che va dall’anno scolastico 2004/2005 all’anno scolastico 2010-2011.

In realtà, il “Gatto Parlante”, gestito allora dall’Arci provinciale (e poi da “Arci solidarietà Pistoia onlus”), con Magrini quale legale rappresentante, era all’epoca dei fatti un “centro gioco educativo”. E ruotano attorno sia a questo punto che alla discrepanza tra la capienza dichiarata in vari atti ufficiali e quella effettiva le accuse mosse dal pm in relazione ai vari anni presi in considerazione.

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Per quanto riguarda la presenza del servizio refezione nella struttura educativa (in contrasto con le normative regionali e nazionali) questa era stata autorizzata e reiterata negli anni dal Comune, procurando all’Arci un vantaggio economico derivante dal susseguente incremento del numero di bambi ni (e delle rette incassate), attirati dalla presenza di tale servizio aggiuntivo. Da qui una delle contestazioni di abuso d’ufficio.

Per quanto riguarda i reati di truffa, questi sono relativi alla percezione di contributi a fondo perduto erogati dalla Regione ed ottenuti dal “Gatto Parlante” attraverso – secondo la procura – degli illeciti. Nel 2008, ad esempio, 35.000 euro furono ottenuti attraverso false dichiarazioni presentate dal Magrini per accedere al bando: si sosteneva che la struttura fosse un nido d’infanzia e che potesse accogliere 40 bambini.

A sua volta Fabrizio Magazzini, investe di coordinatore Arci e referente del “gatto Parlante” per quanto riguarda il bando regionale, aveva inviato in Comune, per non perdere il contributo, una email informale a Luigi Della Greca (funzionario responsabile dei servizi socioeducativi) per chiedere la trasformazione del centro gioco in nido d’infanzia, seppure la “struttra – dice il pm – fosse priva dei requisiti igienico-sanitari richiesti. E Della Greca, con una sua determina, attestava tale trasformazione, senza accertarsi della mancanza del parere preventivo igienico-sanitario dal parte dell’Asl 3, inviandone poi una copia in Regione.

Tutti comportamenti dai quali secondo la procura deriva anche il reato di falsità ideologica e quello di abuso d’ufficio contestati agli stetti tre imputati.

Simona Lombardi, in veste di coordinatrice dei servizi educativi prima infanzia e Ciaf, viene chiamata in causa dal pm per l’anno scolastico 2009-2010. Sempre in una questione relativa alla richiesta di contributi regionali a fondo perduto per l’incremento di una sezione nelle strutture educative. In tal caso, nei vari documenti contestati, venne dichiarato un incremento al Gatto Parlante da 40 a 50 bambini. Alla Lombardi viene imputata la email alla Regione con cui avrebbe attestato falsamente di aver constatato nel corso di un sopralluogo l’ampliamento della struttura educativa: “in realtà incrementata solo parzialmente dal vano relativo alla cosiddetta ex stanza multimediale ma non in maniera tale da incrementare la struttura ad una capienza di cinquanta bambini...”.

In tale modo, prima della revoca del contributo, dalla Regione era stato erogato un anticipo di 7.000 euro.

Anche dalla vicenda relativa a questo bando nascono delle accuse di abuso d’uffico, per Magrini, Della Greca e Lombardi: oltre all’illecito accesso ai contributi, il vantaggio patrimoniale sarebbe consistito anche nella possibilità di incassare molti più introiti attraverso le rette mensili mediante l’autorizzazione all’incremento fino a cinquanta del numero di bambini opsitati.

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di Redazione web