Il Tirreno

Pistoia

Una nuova vita per la “Saletta Gramsci”

Una nuova vita per la “Saletta Gramsci”

Pistoia, approvato il progetto per la ristrutturazione: lavori per 1.500.000 euro finanziati per metà dalla Fondazione Caripit

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PISTOIA. Approvato dalla giunta comunale il progetto definitivo per la ristrutturazione e la messa a norma della Saletta Gramsci, situata sul lato meridionale di piazza San Francesco. L’importo complessivo dell’intervento è di 1.500.000 di euro, che sarà finanziato, a metà, da Comune e Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia.

L’immobile, di proprietà del Comune, è attualmente concesso in uso all’Associazione teatrale pistoiese. L’intervento è necessario per adeguare l'edificio alle disposizioni vigenti in materia di sicurezza, prevenzione degli incendi e accessibilità ai disabili.

Il nuovo disegno del complesso, realizzato dai tecnici comunali, è stato studiato nel rispetto degli spazi originari, che saranno restaurati o ristrutturati, ma allo stesso tempo tenendo conto delle nuove aree da realizzare, soprattutto allo scopo di incrementare le funzioni della sala. L’accesso per il pubblico rimarrà dall’entrata principale di piazza San Francesco.

All’interno sono previsti lavori di adeguamento degli impianti, recupero delle pavimentazioni mancanti o danneggiate, tinteggiatura delle superfici intonacate e restauro di alcune decorazioni.

Per quanto riguarda la copertura, l’intervento prevede lo smontaggio al fine di verificare l'integrità della struttura in legno che, se necessario, sarà consolidata o, se fosse irrecuperabile, sostituita. Successivamente sarà realizzata l’impermeabilizzazione.

Riposizionando la tribuna, ridistribuendo le uscite di sicurezza e creando una struttura sulla quale disporre la nuova rete impiantistica, la sala sarà organizzata per ospitare piccoli eventi, spettacoli o concerti e diventerà il fulcro del complesso. La demolizione del palcoscenico ne consentirà il ritorno all’originaria conformazione.

I circa 140 posti a sedere, fissi, saranno distribuiti in due settori, su una tribuna mobile che potrà essere dislocata all’entrata della sala o nel fondo. Non sono previsti posti in piedi. Le scenografie, gli elementi scenici e gli attrezzi necessari per gli spettacoli saranno collocati in modo da non ingombrare i passaggi e rendere accessibili le attrezzature e i mezzi antincendio.

Nell’atrio sarà creata un’area di accoglienza che comprenderà la biglietteria, il guardaroba e alcuni uffici, mentre una delle stanze laterali sarà adibita a sala espositiva o multifunzione.

 Attraverso opere murarie, rifiniture, arredi, attrezzature, revisione degli infissi e uso di elementi divisori, i nuovi servizi igienici verranno realizzati sfruttando parte di quelli attuali e parte dei locali a lato dell’atrio, con ingresso dalla stanza in cui si trova la grande scala centrale. Sono previsti due servizi (di cui uno per diversamente abili) sia per gli uomini che per le donne e due orinatoi nei bagni maschili.

Nel cortile interno verrà realizzato un nuovo fabbricato, in muratura, che ospiterà i camerini e i servizi per il personale: sarà in diretta comunicazione con la sala e con l’esterno grazie ai corridoi di disimpegno e consentirà l’accesso agli artisti e al personale della struttura.

La rampa esterna all’ingresso principale verrà rifatta mentre, all’interno, la demolizione dell’attuale palcoscenico consentirà di riportare la sala al livello del pavimento dell’ingresso, ottenendo così un percorso di accesso alla struttura agevolmente percorribile anche dalle persone con ridotta capacità motoria. Nella sala due spazi liberi verranno riservati alle persone su sedia a rotelle, mentre due posti della nuova gradinata o dei due settori della sala potranno essere riservati alle persone con ridotta capacità motoria.

Il complesso fu eretto tra il 1927 e il 1929, su progetto degli architetti Fagnoni e Michelucci, con il nome di Casa del Balilla. L'opera fu voluta dal podestà Bozzi per inaugurare la fascistizzazione della città e i lavori furono assegnati all'impresa Smeraldo Ambrogi, per una spesa complessiva prevista di 666.000 lire.

Lo scarso accordo tra i due progettisti, il carattere imposto all'edificio, più rispondente a esigenze formali esteriori che a criteri funzionali, determinarono un risultato insoddisfacente sotto molti punti di vista. Alla parte centrale, costituita da atrio, vestibolo e salone, fu aggiunto uno spazio che avrebbe dovuto collegare la struttura a un futuro edificio scolastico, al posto del quale venne invece costruita su terreni comunali una nuova palestra.

In seguito alla caduta del regime fascista, il complesso è stato frazionato in più unità immobiliari, tutte di proprietà del Comune di Pistoia, tra cui una sede distaccata dell'istituto tecnico Pacinotti e poi del liceo Forteguerri-Vannucci, la Saletta Gramsci gestita dal Teatro Manzoni e una palestra comunale.

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