Tagli agli spazi esterni per i tavolini in piazza della Sala
Esercenti sul piede di guerra per la decisione del Comune di Pistoia di ridurre o addirittura annullare le concessioni a bar e ristoranti
PISTOIA. Dehors sulla Sala, permessi negati o drasticamente ridotti per il 2016. Nei giorni scorsi la Conferenza dei servizi ha ridotto (quando non annullato) le dimensioni delle concessioni di suolo pubblico su aree già autorizzate per l’anno 2015, pur - sottolinea Confcommercio - in assenza di novità nel Regolamento comunale vigente, e ha espresso contrarietà all’installazione di nuovi elementi riscaldanti (funghi alogeni, ndr).
Si preannuncia un muro contro muro. «Sono a rischio - afferma Daniele Andreotti, titolare del Voronoi - un centinaio di posti di lavoro. Come operatore del commercio che lavora sulla Sala da 15 anni devo dire che un passo del genere non me lo sarei mai aspettato».
Ma cosa è successo? Tutto è partito con una multa - o più multe - elevate nei mesi scorsi alla gran parte dei locali del comparto Sala. Nella quasi totalità, queste multe riguardavano il maggior utilizzo di spazio pubblico rispetto al consentito.
A pochi giorni dal rinnovo delle concessioni per i dehors gli esercenti hanno ricevuto una lettera: la Conferenza dei servizi del Comune di Pistoia ha rigettato numerose domande dei titolari di locali.
«Una decisione - sostiene in un comunicato la Fipe Confcommercio - che di fatto mette a rischio la tenuta di numerose aziende e decine di posti di lavoro. Queste decisioni non consentono di pianificare il lavoro per il 2016 ».
«Ad aprile - ricorda Francesco Becagli, titolare della Degna Tana - ho ricevuto tre verbali per un uso superiore al consentito dello spazio per i dehors. Ho pagato le multe, anche se devo dire che il problema si è presentato durante lo svolgimento in piazza di alcuni mercatini che proponevano cose in concorrenza con noi (cibo e bevande) e che occupavano meno spazio di quello che gli era stato dato, perché di ambulanti ne partecipavano pochi. Io - sottolinea Becagli - ho pagato la multa, ma la decisione di non rinnovare il permesso per i dehors non la capisco».
Alcuni locali (ristorante Lo Storno, fiaschetteria La Pace) hanno avuto una riduzione del metraggio, ma molti dal primo gennaio non avranno più i tavolini all’esterno. «I miei posti all’esterno - prosegue Becagli - sono 12, all’interno ho 52 posti per la ristorazione e 35 per la birreria. Molti altri locali sono più piccoli, i dehors sono fondamentali per il loro lavoro».
Ecco quindi che, in attesa di notizie dal Comune, Fipe Confcommercio si è rivolta a uno dei legali dell’associazione, l’avvocato Cino Benelli del Foro di Prato, che domani analizzerà ogni singola posizione degli associati. Nel frattempo i ristoratori chiedono una sospensiva del provvedimento e un incontro urgente col Comune.
«Il Comune - afferma Andreotti - sta mettendo alla prova un comparto preso a modello da città vicine. Per venire incontro alle richieste dei residenti e dell’amministrazione è nato, due anni fa, un Codice di autoregolamentazione che per noi ha limiti più stringenti di quelli previsti dalla legge, come gli orari di chiusura. A questo punto può essere messo in discussione quanto concertato sinora».
Nei prossimi giorni, conferma Confcommercio, si svolgerà un incontro con le aziende interessate dal diniego. «Chiederemo una diversa determinazione da parte degli organi tecnici, visto che il Regolamento sui dehors è lo stesso degli anni passati, quando le decisioni assunte sono risultate più eque». Con l’avvocato saranno valutate «le azioni da intraprendere, fra le quali l’opportunità di portare avanti o meno il Codice di autoregolamentazione».
Tiziana Gori
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