La protesta
Giostra dell’Orso a forte rischio per il 2016
L’opposizione ne è convinta e cerca di bloccare la mozione della maggioranza che invece passa e chiede trasparenza e altre regole
PISTOIA. «La Giostra dell'Orso non si farà neppure nel 2016. Non ci sono i tempi». Lo dice ad alta voce in consiglio comunale Alessandro Sabella di Forza Italia che insieme a Stefano Gallacci e a Stefano Patanè si vede respingere la propria mozione con cui chiedevano che fosse il Consiglio comunale a decidere sul futuro della stessa. Lo conferma sottovoce il presidente del comitato dei cittadini, Ubaldo Gori prima di andarsene sconsolato dal Palazzo di Giano quando ormai è quasi orario di cena.
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E' una seduta fiume quella del consiglio comunale che dopo aver bocciato la prima mozione passa a quella di Alessandro Giovannelli del Partito democratico e Rosalia Billero della Federazione della sinistra riguardante sempre «Il futuro dei Rioni e della Giostra dell'Orso nell'ambito dei festeggiamenti jacopei». Una mozione presentata lo scorso 7 ottobre e che, facendo riferimento a quella del 14 settembre del 2014 che aveva sospeso l'edizione 2015 e si poneva come obiettivo quello di impegnare «sindaco e giunta a favorire un confronto il più laico e profondo possibile con la città affinchè la manifestazione possa eventualmente riprendere nel 2016», e che fra le finalità richiamate nella mozione c'è quella di «radicare maggiormente i Rioni nelle proprie comunità di riferimento»; che la città sia «chiamata ad esprimersi tramite referendum consultivo in merito alla eventuale edizione 2016», i due consiglieri firmatari chiedono nella nuova mozione di impegnare sindaco e giunta a «subordinare l'erogazione di somme di bilancio a favore del Comitato Cittadino a partire dal bilancio di previsione del 2016, al rispetto delle seguenti indicazioni propedeutiche alla stesura di un nuovo regolamento per lo svolgimento della Giostra dell'Orso». E già su questo punto c'è il primo attacco da parte del consigliere Sabella che fa notare al consiglio che il Comitato deve ancora incassare una parte di contributo per l'edizione del 2014, «si tratta di cinquemila euro» ricorda Gori. E deve incassare anche quello relativo al 2015 nonostante la Giostra non si sia disputata «perché comunque sono state fatte delle manifestazioni organizzate dal Comitato Cittadino che adesso deve onorare le fatture dei vari fornitori». E su questa cifra Gori preferisce non esporsi.
Ma vediamo i motivi dello scontro fra maggioranza ed opposizione. La mozione dice che in pratica i Rioni devono diventare più democratici accrescendo il numero dei loro iscritti, dotarsi di specifiche norme statutarie, indire entro e non oltre il 31 dicembre prossimo le elezioni per il rinnovo delle cariche che debbono tenersi entro il 15 gennaio prossimo. Data, quest'ultima che i Rioni devono rispettare anche per presentare un programma dettagliato di attività culturali, ricreative e sociali per l'anno successivo che sia quanto più ricco ed inclusivo possibile». Inoltre al punto E si dice addirittura che «entro e non oltre l'11 dicembre il Comitato Cittadino deve costituire una commissione provvisoria i cui lavori dovranno svolgersi rigorosamente a titolo gratuito con la funzione di redigere un regolamento per la Giostra dell'Orso che si attenga agli indirizzi vincolanti» che poi passa ad enunciare. Ma sembra chiaro ed evidente che c'è un problema di date visto che la seduta di consiglio si tiene il 21 dicembre e nella mozione si dice che qualcosa avrebbe dovuto già essere stato fatto dieci giorni prima. Con un emendamento si corregge il tiro. Ma è proprio sulle date che nell'opposizione si punta per far ritirare o quantomeno modificare la mozione. «Va modificata, o meglio sarebbe ritirarla e riscriverla - dice Alessandro Capecchi, consigliere del gruppo Pistoia Domani - Altrimenti è impensabile che si possa riuscire a far svolgere la Giostra nel 2016». Sul sì o sul no alla consultazione referendaria lo scontro è tutto nell'opposizione fra Maurizio Giorgi capogruppo del M5S che lo chiede a gran voce, «perché devono essere i cittadini a decidere» e Alessandro Tomasi di Pistoia Domani che invece ricorda il caso di Gesù e Barabba quando Ponzio Pilato fece decidere il popolo... «e sappiamo come andò a finire. Sia il consiglio comunale a prendere una decisione politica se la Giostra si deve fare oppure no, senza cercare soluzioni pilatesche in una consultazione popolare ancora tutta fumosa».
Ma il capogruppo del Pd, Giovanni Sarteschi tiene comunque a precisare che «il referendum è consultivo e la maggioranza si sentirà in dovere di accogliere politicamente l’esito della consultazione, anche se non sarà vincolante», intervento che ha convinto anche i pentastellati a votare a favore della mozione della maggioranza che è stata così approvata a tarda sera.
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