Gioco
Guerra sui beni dell’ex Comunità montana
C’è preoccupazione nei comuni della Montagna Pistoiese che temono un impoverimento
MONTAGNA PISTOIESE. Giovedì scorso c'è stato un presidio sotto il palazzo comunale di Pistoia per sollecitare i sindaci dei diversi comuni ad occuparsi delle funzioni che dovranno essere trasferite in materia di turismo, forestazione e albi del 3^ settore.
«Mancano pochi giorni alla fine di questo anno e gran parte del patrimonio della ex Comunità Montana sarà definitivamente passato alla Provincia di Pistoia, ente quest'ultimo, del quale non sappiamo ancora di preciso quale destinazione avrà. Alla Montagna torna indietro, in termini patrimoniali e di gestione di attività, molto meno di quello che aveva prima della chiusura della Comunità Montana e questo è il frutto di errori del passato» dice Anna Ciofi della Rsu della Provincia di Pistoia. Vediamo quali e quanti erano i beni della ex Comunità Montana di cui si parla. Nel comune di Cutigliano: Funivia Cutigliano-Doganaccia, stazione di partenza della Funivia a Cutigliano (ristorante del nonno Cianco), stazione di arrivo della Funivia alla Doganaccia, Rifugio La Grande Baita. Nel Comune di Abetone: i cosiddetti "Box" del piazzale delle Piramidi, costituiti da esercizi commerciali, magazzini e rimesse; Villetta Fivizzani. Nel comune di San Marcello Pistoiese: Villa Vittoria. Nel comune di Sambuca Pistoiese: Rifugio Acquerino nella Foresta di acquerino. Nel comune di Pistoia: un magazzino in località Le Grazie. Valore stimabile in parecchi milioni di euro. Cosa tornerà indietro ai territori della Montagna? Risponde sinteticamente Luca Marmo, sindaco di Piteglio: «Villa Vittoria con esclusione dell'impianto di riscaldamento a cippato a servizio anche delle scuole, e il magazzino in loc Le Grazie». «Una vera perdita e un'occasione perduta che impoverisce la Montagna -commenta ancora Anna Ciofi - Perdite che non sono certo compensate dall'uso gratuito dei locali di Campo Tizzoro dove ci sono gli uffici della Provincia».
Pare una vera e propria rinuncia, certo non voluta dalla Provincia, che poteva essere evitata, perché i beni potevano essere messi in vendita oppure servire quale garanzia per la contrazione di mutui a favore di investimenti da fare in Montagna. Quindi l'Unione dei comuni avrà una magra dotazione di beni e come sosteneva il comunicato, del 26 giugno 2012, dei dipendenti della C. Montana: «Le conseguenze di questo fatto saranno, quantomeno, che i cittadini della Montagna Pistoiese, per tramite i loro Amministratori, non opereranno più decisioni sul territorio e non gestiranno l'ingente capitale delle deleghe. Insomma , investimenti e decisioni non saranno più prerogativa dei cittadini della Montagna P.se, ma delle distanti amministrazioni provinciali, per alcuni mesi quella di Pistoia e poi?». Il comunicato proseguiva sostenendo che il ritardo delle decisioni degli amministratori aveva comportato la perdita dei contributi regionali di quasi cinquecentomila euro che potevano essere utilizzati per la costituzione dell'Unione Speciale dei Comuni, col quale si sarebbe potuto evitare «l'eutanasia del "malato"» cioè della Comunità Montana. Cosa pensano i sindaci di tutto questo? Risponde Tommaso Braccesi, sindaco di Cutigliano: «Sono i postumi di sciagurate decisioni prese a suo tempo, decisioni legate a scarsa lungimiranza degli amministratori di allora. Spero ci si renda conto dell'errore».
Sauro Romagnani
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