La protesta
Appennino senza neve: «È calamità naturale»
La richiesta della Federfuni al governo Renzi, al Parlamento e alle Regioni. Andrea Formento: ci sono 700 persone non ancora assunte o solo parzialmente occupate
ABETONE. Una stima approssimativa parla di 700 dipendenti non ancora assunti o solo parzialmente occupati. Il danno economico è sicuramente grave ma non ancora quantificabile. Due circostanze sufficenti per far chiedere a Federfuni Italia lo stato di calamità naturale per i comprensori sciistici di Abetone e Cutigliano con la locale Doganaccia, a causa della mancanza di neve.
Il suo presidente Andrea Formento ha scritto al governo Renzi considerando tutti i comprensori sciistici italiani colpiti dalla carenza di precipitazioni. Ed in questo elenco ci sono a pieno diritto, secondo Federfuni, anche le stazioni sciistiche della montagna pistoiese. “Il consiglio direttivo di Federfuni Italia - si legge in una nota- ha deliberato di chiedere al governo, al parlamento ed ai presidenti delle Regioni in cui ha la rappresentanza, di intraprendere tutte le iniziative necessarie per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per i comprensori sciistici colpiti dall'eccezionale mancanza di precipitazioni nevose e delle temperature che impediscono di mettere in funzione i propri impianti d'innevamento programmato”.
“Federfuni Italia – prosegue la nota – ritiene che la situazione sia estremamente grave e che le difficoltà economico finanziarie che stanno colpendo le aziende che esercitano gli impianti a fune, ma anche tutte le altre aziende dell'indotto a partire dalle attività alberghiere e commerciali per arrivare anche alla categoria dei maestri di sci,necessitano di un immediato intervento finalizzato alla dichiarazione di stato di calamità naturale, con la conseguente attivazione di tutta una serie di provvedimenti che consentano, a questa importante fetta dell'economia del turismo, di poter sostenere adeguatamente le proprie aziende e di continuare le proprie attività nell'attesa della tanto sperata nevicata”.
Ma non è forse una richiesta troppo precipitosa? In fondo la stagione è appena cominbciata... Lo chiediamo direttamente al presidente Federfuni Italia Andrea Fomento. «Noi non lo crediamo assolutamente- spiega Formento - perché se guardiamo alle previsioni e allo stato attuale, la situazione non è rosea per niente. Ormai siamo quasi alla fine di dicembre e di neve non se n'è vista molta. Sottolineo che la nostra preoccupazione non è rivolta esclusivamente alla crisi degli impianti di risalita, ma prendiamo in considerazione tutta l'economia che gira intorno alla neve, come ad esempio i servizi in genere e le strutture alberghiere».
«Il nostro – continua Formento – è un allarme che coinvolge tutti i settori del turismo invernale. Nella nostra realtà di Abetone e Cutigliano credo di stare in difetto se dico che sono 700 le persone che non sono ancora state chiamate al lavoro oppure sono occupate per poche ore. Mi viene in mente anche gli stessi maestri di sci. Stiamo preparando una lettera da mandare alle Regioni dove si descriverà la situazione e le proposte per risolverla ed essere pronti quando saremo chiamati ad un tavolo».
“Visto che la circostanza sta coinvolgendo anche decine di migliaia di dipendenti sia stagionali che a tempo indeterminato-conclude il comunicato- dovranno essere immediatamente attivati anche tutti quei provvedimenti inerenti gli ammortizzatori sociali che siano di sostegno anche per le maestranze”.
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Posted by Multipass Abetone on Venerdì 18 dicembre 2015
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