Il Tirreno

Pistoia

Sciopero di due ore per i comunali di Pistoia

di Valentina Vettori
Alcuni comunali in piazza al termine del loro turno di lavoro (Foto Gori)
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Alcuni comunali in piazza al termine del loro turno di lavoro (Foto Gori)

I dipendenti contestano il mancato accordo sul contratto con adeguamenti salariali già concessi negli altri Comuni della Provincia. Erano oltre dieci anni che non si verificava uno sciopero dei comunali

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PISTOIA. I dipendenti del Comune hanno scioperato in piazza Duomo, per il mancato accordo con l’amministrazione sugli aspetti di natura salariale contenuti nel contratto decentrato 2015. E non accadeva da oltre dieci anni. Lo sciopero era stato proclamato per le ultime due ore di ciascun turno di lavoro e ha riguardato tutti i servizi erogati dal Comune. Era stato preannunciato durante l’ultima assemblea pubblica dei lavoratori del 12 novembre, quando i dipendenti avevano espresso voto favorevole a ricorrere a questo strumento, ed è stato ufficializzato i primi di dicembre, quando ormai è apparso chiaro ai sindacati che entro l’anno non sarebbe stato firmato alcun accordo.

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«Accordo – specifica Silvia Biagini, Funzione pubblica Cgil – che invece è stato trovato con tutte le altre amministrazioni comunali della provincia». La presentazione della piattaforma contrattuale – avvenuta nel maggio scorso – ha dato il via a una maratona di incontri e tavoli di contrattazione tra parte pubblica, da una parte, e sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Diccap, sindacato della polizia municipale) e Rsu, dall’altra, che però non ha condotto ad alcun accordo con l’amministrazione. Nonostante – specificano i sindacati – ci siano stati alcuni passi in avanti dall’inizio della trattativa. Due i nodi ancora da sciogliere per la firma del contratto. La riattivazione delle progressioni orizzontali, le promozioni di dipendenti che, pur rimanendo all’interno della stessa categoria, hanno diritto a un incremento di stipendio – bloccate dal 2010 – e la riduzione del tetto massimo per il fondo destinato alle posizioni organizzative, i funzionari con responsabilità particolarmente rilevanti. Risorse, queste ultime, che i sindacati chiedono di far confluire nel fondo produttività collettiva, così da garantire una redistribuzione economica destinata a tutti i lavoratori. «Lo sciopero – spiega Michelangelo Minghi, coordinatore Rsu del Comune – arriva dopo mesi di incontri con l’amministrazione, 3 assemblee con i lavoratori e volantinaggi per informare la cittadinanza di quello che stava accadendo. Non c’è alcuna soddisfazione a ricorrere a questo strumento – prosegue – perché il nostro compito è firmare accordi sui contratti, ma giunti a questo punto lo sciopero era inevitabile». La manifestazione di ieri ha però avuto anche lo scopo di chiedere risposte sulla volontà di esternalizzazione di alcuni servizi comunali e una maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro, verificare i carichi di lavoro di alcuni dipendenti e adottare di conseguenza un nuovo piano di assunzioni coerente con la necessità di erogare i servizi ai cittadini.

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