Mille euro di premio ai dipendenti
L’iniziativa di Aliseo Velluti per i 15 operai. Il titolare Stefano Laschi: se lo meritano, sono il nostro valore aggiunto
AGLIANA. Mille euro netti in busta paga come premio per i loro dipendenti. È il regalo di Natale che Stefano Laschi e Federico Spinelli, i due soci titolari della Aliseo Velluti di Agliana, hanno fatto «al bene più prezioso» dell’ azienda: le persone che ogni giorno lavorano ai telai e alle scrivanie, condividendo con loro sacrifici e successi. Un premio a cui i sedici dipendenti della società leader nella produzione di velluti d’ alta qualità per l’arredamento, hanno deciso di rispondere pubblicamente.
«A nome di tutti noi, cari Stefano e Federico, vi vogliamo ringraziare del bonus di fine anno», questo il messaggio affidato ieri al giornale da uno degli operai. «I soci ci hanno detto che l’azienda sta andando bene e quindi volevano ricompensarci per il risultato. Loro – va avanti Massimo Innocenti - dicono sempre che la vera risorsa della loro impresa è il capitale umano, quindi siamo noi. E di questo non possiamo che esserne orgogliosi». D’altra parte Laschi e Spinelli sanno bene cosa voglia dire essere dipendente. Fino al 2005 infatti, anno di nascita della Aliseo, la coppia di imprenditori lavorava alle dipendenze di un’azienda di velluti del comparto tessile pratese. Proprio dall’esperienza accumulata, e anche dai rospi mandati giù nel tempo, i due soci hanno deciso di dar corso a un’azienda che nei dipendenti abbia l’umiltà (e l’intelligenza) di riconoscere una risorsa irrinunciabile per andare avanti. «Se tutti noi viaggiamo allo stesso ritmo e verso la stessa direzione, il futuro è roseo» dice Spinelli, stilista e anima commerciale della Aliseo. «L’ingiustizia – continua poi Laschi – sta nel non dare il giusto valore al lavoro delle persone». La chiamata dall’Inghilterra di Federico al socio e amico Stefano perché dica a tutta la squadra che “è andata bene con il cliente”, così come il bonus di Natale, sono un modo per dire “ragazzi anche quest’anno abbiamo dato il massimo, bravi”.
Già da almeno un lustro, i dipendenti Aliseo si ritrovano con un premio sotto l'albero. Mai però si erano toccate cifre tanto alte come stavolta (circa 1700 euro lordi in busta di bonus, più la tredicesima). E non dipende tanto dalla crescita di fatturato (che oggi tocca i 6milioni e 200mila euro) quanto dalla filosofia alla base dell'impresa. Per prima cosa qui sanno bene che il velluto lo si fa solo con un mestiere in mano, altrimenti è meglio lasciar perdere la qualità. I trent’anni passati da Laschi nella produzione di questo tipo di tessuto, sono la ricchezza dell’ azienda. Lui gira tra i telai del capannone di via Terracini, Agliana.
Tocca quel velluto come un bambino passa la mano sulla sua prima neve. «Quant’è bello? Quant’è affascinante? Non è un tessuto qualsiasi» ci dice. Dall’altro capo dell’azienda c’è Spinelli, il creativo, colui per ogni corpo si inventa un’anima di linee e colore. E poi va a commercializzare le stoffe, soprattutto in Inghilterra. Anche con i clienti, così come con i dipendenti, il rapporto umano, spiega Spinelli, viene prima di tutto. Proprio su questo, e sul saper fare, Aliseo Velluti ha costruito i suoi successi. Priva della corsa affannata al profitto e della pretesa che ogni dipendente raggiunga un livello prestabilito di produttività, questa azienda in dieci anni è cresciuta fino a diventare sinonimo di qualità nel panorama internazionale. Eppure per partire ce ne sono voluti di sacrifici, con gli istituti di credito a chiedere impossibili garanzie per ogni briciola. Poi il lavoro ha iniziato a dare i suoi frutti e, con essi, i direttori di banca, prima così formali e irraggiungibili, hanno cominciato a dare del tu ai due maestri del velluto.
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