Sicurezza
Quarrata, vicino stalker cacciato di casa dal giudice
Il gip mette fine all’inferno di una famiglia con due bambini perseguitata per un anno e mezzo con offese, danneggiamenti e minacce di morte
QUARRATA. Urla e offese continue, spregi, minacce di morte. Un anno e mezzo di inferno per marito e moglie, e per i loro due figlioletti, ridotti a non essere più padroni in casa propria, quella porzione di colonica acquistata con tanti sacrifici ma costretti a volte ad abbandonare per avere qualche giorno di tranquillità e, soprattutto, per evitare conseguenze ancora più gravi per la loro salute. A restituire la propria vita alla famiglia quarratina, ci ha pensato il gip del tribunale di Pistoia, che, con un’ordinanza cautelare eseguita martedì 15 dalla Squadra mobile della questura, ha in pratica cacciato di casa il vicino stalker.
L’uomo, 33 anni, originario di Roma, è accusato di ingiurie, danneggiamento e, soprattutto, di atti persecutori, reato, quest’ultimo, per il quale il codice prevede, appunto, in caso di rischi per le vittime, l’intervento della magistratura. In questo caso, il giudice delle indagini preliminari Patrizia Martucci ha applicato all’indagato la misura del divieto di avvicinarsi a meno di 100 metri alle persone offese e ai luoghi da loro frequentati, compresi abitazione, posto di lavoro, scuola dei bambini e casa dei nonni dei piccoli, dove a volte la famiglia, esasperata, si “rifugiava”.
Le persecuzioni da parte del vicino di casa stalker erano iniziate nel luglio 2014, quando l’uomo, assieme alla compagna, si era trasferito nella porzione di colonica di proprietà della madre. Da quel momento in poi non aveva perso occasione per rendere impossibile la vita alle sue vittime, soprattutto alla donna. Dalle urla e alle offese che iniziavano non appena sentiva muoversi qualcuno nell’abitazione attigua, ai calci sulla portiera dell’auto parcheggiata nella corte accanto alla sua, alle minacce di morte, alla volta in cui, in occasione della festa di compleanno in giardino di uno dei bambini, accese un falò per scacciare tutti con il fumo.
Una persecuzione continua che, secondo lo stesso gip del tribunale, ha anche avuto conseguenze serie sulla salute della vicina di casa e di uno dei bambini. E che nemmeno i ripetuti interventi sul posto da parte dei carabinieri erano riusciti a far cessare. Così come non era servita la prima denuncia sporta in questura il 16 giugno scorso (seguita da un’altra il 7 ottobre) dalla coppia, sempre più preoccupata per la propria incolumità fisica. La donna, addirittura, trovava il coraggio di tornare a casa solo a sera, quando anche il marito finiva di lavorare.
Al termine delle indagini e delle testimonianze raccolte dalla Squadra mobile, il gip ha ritenuto che il solo modo per garantire l’incolumità delle vittime, “divenute ostaggio dell’indagato”, fosse quella di interrompere il rapporto di vicinanza, cacciando di casa lo stalker. (m.d.)
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