Toscana
Medici contro Asl, nessun accordo
Stamani l’udienza davanti al giudice del lavoro De Renzis. Per i sindacati l’azienda deve pagare circa 12 milioni di euro
PISTOIA. «Da parte dell’Asl 3 nessuna risposta alla nostra ipotesi di un accordo extragiudiziale, che permettesse di affrontare la riorganizzazione di Area vasta in maniera meno traumatica per gli operatori sanitari». I medici ospedalieri attendono di capire quale decisione prenderà nell’udienza di stamani al tribunale del lavoro il giudice Maria De Renzis.
L’Intersindacale, riunita in conferenza stampa, ricorda i motivi che hanno portato 4 anni fa 341 medici della Asl 3 ad aprire un contenzioso con l’Azienda. Secondo i medici dal 2001 al 2011 non sono stati corrisposti 8 milioni di euro del fondo di posizione. Dopo quattro anni, al corrispettivo annuo medio di 800.000 euro (interessi esclusi) la cifra si avvicina ora ai 12 milioni di euro. «Soldi - precisa Corrado Catalani, primario di Malattie infettive - che in tutte le altre Asl della Toscana sono stati pagati, come prevede la legge. Ai suoi tempi invece, il trio composto da Contini- Simonetti - Gherardeschi ha affermato che la sola Asl 3 aveva operato nella maniera giusta». Per i medici la causa è seguita dall’esperto di diritto amministrativo dello Studio Lessona di Firenze, l’avvocato Mauro Montini.
«C’erano state date garanzie dal commissario Paolo Morello - prosegue Catalani - che avremmo avuto una risposta nei primi sette giorni di dicembre. Come Intersindacale volevamo sapere dall’Azienda se quello che avevamo stimato e quindi portato in giudizio come difetto di alimentazione dei fondi stipendiali era ritenuto corretto. Secondo, volevamo una risposta all’ipotesi di accordo che avevamo avanzato per evitare di proseguire nel giudizio. L’ipotesi prevedeva un meccanismo di bilanciamento fra arretrati di stipendio e di previdenza. Ecco, non è arrivata risposta né all’una né all’altra domanda. In maniera indiretta, la replica giunta stamani (ieri) recita così: l’Asl 3 vuole tenere aperto il dialogo per trovare una soluzione equa... Ma se l’udienza - fa notare Catalani - c’è domani (oggi, ndr) che significato ha questa affermazione? Evidentemente c’è una volontà precisa, che ci lascia perplessi. Se il tribunale assegna a un ctu un incarico qualcuno verrà a dire “mettiamoci d’accordo”. Ma è una situazione veramente deprimente ». Insomma, è muro contro muro.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
