Sicurezza
La svolta nella sentenza del 2008
La Corte Costituzionale, con sentenza numero 335 del 2008 (esecutiva dal 16 ottobre di quello stesso anno) sancì una svolta nella questione del pagamento del servizio idrico. In particolare, i...
La Corte Costituzionale, con sentenza numero 335 del 2008 (esecutiva dal 16 ottobre di quello stesso anno) sancì una svolta nella questione del pagamento del servizio idrico.
In particolare, i giudici stabilirono l’incostituzionalità dell’articolo 155, comma 1, primo periodo del Decreto legislativo 152/2006 (Norme in materia ambientale) nella parte in cui prevedeva che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti “anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi”.
Quello che la Corte costituzionale sancì come principio, quindi, è che i canoni di depurazione sono equivalenti a delle vere e proprie tariffe, che possono essere pretese in cambio di un servizio effettivamente reso e non semplicemente previsto. Di conseguenza i canoni incassati da chi non è allacciato alla rete della fognatura sono illegittimi e vanno restituiti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google