Il Tirreno

Pistoia

sala operativa regionale

Da viale Matteotti la gestione in diretta delle maxiemergenze

PISTOIA. Quello di ieri è stato il giorno del battesimo anche per la Centrale unica per le gestione delle maxiemergenze a livello regionale, che proprio in un’area della centrale 118 di viale...

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PISTOIA. Quello di ieri è stato il giorno del battesimo anche per la Centrale unica per le gestione delle maxiemergenze a livello regionale, che proprio in un’area della centrale 118 di viale Matteotti ha la sua sede operativa. Istituita con la delibera regionale 865 del 2014, si tratta di una struttura che si pone a cappello su tutte le Asl toscane, con il compito di gestire tutti i maxieventi, dai terremoti alle contaminazioni chimiche. In tempi “ordinari”, invece, compiti della struttura sono quelli di programmazione, pianificazione e formazione. «Abbiamo già censito a livello regionale le risorse disponibili a livello di Asl e di associazioni di volontariato e redatto un modello unico di gestione delle emergenze» spiega Piero Paolini, che nell’inaugurazione di ieri era affiancato anche dal dottor Federico Federighi, per una vita medico rianimatore sul campo e adesso caposervizio emergenza sanitaria e assistenza alla popolazione del Dipartimento nazionale della Protezione civile.

In caso di emergenza, dalla sala operativa di Pistoia vengono contattati i 118 delle zone interessate, la sede provinciale della Protezione civile e quella nazionale. E nel giro di un’ora la colonna mobile da inviare sul luogo dell’evento è pronta a muoversi. La Regione, infatti, ha dotato la centrale operativa di propri mezzi, che – come ha spiegato il dottor Paolini – permettono di realizzare un ospedale da campo con una superficie di 2.000 metri quadrati, con 60 posti letto suddivisi per gravità dei pazienti.

Tra i mezzi in dotazione, un centro di comando mobile, un fuoristrada, un’automedica, un furgone logistico con a bordo farmaci e apparecchiature mediche. Inoltre, alla colonna si aggregano entro un’ora, grazie alle associazioni di volontariato, 3 ambulanze attrezzate per la rianimazione, 3 fuoristrada, 2 furgoni attrezzati e 2 furgoni logistici. Sul luogo dell’intervento, vengono montate 5 tensostrutture pneumatiche, adeguatamente riscaldate e con tutti i presidi sanitari necessari all’accoglienza dei pazienti.

A disposizione, anche un drone radiocomandato, con una portata di 1,8 chilometri, da utilizzare in caso di contaminazione per valutare da una distanza di sicurezza le modalità dei soccorsi. (m.d.)

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