Il Tirreno

Pistoia

Servizio 118 a rischio, mancano i medici

Servizio 118 a rischio, mancano i medici

Allarme dei sindacati sulle carenze di organico a causa del blocco del turn-over tra chi interviene sulle emergenze

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PISTOIA. Qualche carenza di organico c’era già. Ma da un paio di mesi a questa parte il problema è diventato serio. In provincia di Pistoia, il numero dei medici in servizio al 118 non è più sufficiente per coprire tutti i turni e tutte le zone previsti, nonostante i sacrifici personali a cui a volte alcuni di loro si votano per sopperire alle carenze. A lanciare l’allarme sono le associazioni sindacali di categoria, che sottolineano come, a differenza di quanto avviene per gli infermieri, i medici che nell’ultimo periodo hanno lasciato il servizio non siano mai stati rimpiazzati dall’Asl 3 per mancanza di risorse finanziarie.

Solo nell’arco dell’ultimo paio di mesi, due medici del 118 sono stati trasferiti a compiti interni a causa di motivi di salute, che non permettevano più loro di poter affrontare lo stress derivante dall’attività di emergenza sul territorio. Ed è per questo che attualmente sarebbero almeno quattro i medici per i quali non è stata prevista la sostituzione in organico.

Per sottolineare l’importanza di tale figura professionale nell’ambito della gestione delle emergenze sanitarie sul territorio, i medici in questione sono quelli che, a bordo dell’automedica del 118, raggiungono, assieme a un infermiere abilitato e appositamente formato, il luogo di un incidente, di un trauma, di un malore particolarmente gravi, per i quali la disponibilità o meno di particolari competenze può fare la differenza tra la vita e la morte.

Nella provincia di Pistoia sono sei le automediche in servizio ventiquatrr’ore su ventiquattro per garantire al meglio la copertura delle emergenze sull’intero territorio: Pistoia, Agliana, San Marcello, Montecatini, Pescia e Lamporecchio. Ognuna di esse opera su tre turni: turni di 6 ore per quanto riguarda il giorno, di 12 ore la notte. Soprattutto per la zona di Pistoia capita già frequentemente che alcuni medici decidano di effettuare turni di 12 ore anche durante il servizio diurno per garantire la presenza dell’automedica.

Per sopperire alle carenze dei medici è probabile che prossimamente verrà fatto un maggior ricorso alle cosiddette ambulanze “India”. In pratica, dato che il protocollo non prevede la possibilità che l’automedica operi senza medico a bordo, l’infermiere del 118 presta servizio nella sede dell’associazione di volontariato – Misericordia o pubblica assistenza che sia – che in quel determinato giorno e in quella fascia oraria è di turno per le emergenze. Come detto, per quanto riguarda gli infermieri il problema organico non si pone, visto che la graduatoria è tuttora aperta e che l’Asl 3 ha via via sempre provveduto al turn-over. Tuttavia, anche l’infermiere più preparato professionalmente – mettono i guardia i sindacati – non potrà mai effettuare quegli interventi di emergenza che soltanto un medico può fare, sia in base alla legge che in base ai protocolli in vigore a livello di azienda sanitaria. Anche quelle operazioni che gli infermieri, che accorrono sul luogo delle emergenze a bordo delle ambulanze, possono compiere previa autorizzazione telefonica da parte del medico si contano sulle dita di una mano.

Ad aggravare infine le preoccupazioni, c’è l’imminente inizio della stagione sciistica nel comprensorio dell’Abetone. Durante l’inverno infatti nel comune montano sono attivi un punto di emergenza e, soprattutto, un punto di primo soccorso, a cui vengono aggregati da parte dell’Asl un medico e un infermiere del 118. Insomma, una zona e un turno in più da coprire con un organico già ridotto all’osso.

Massimo Donati

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