Il Tirreno

Pistoia

Consultorio ostetrico al secondo piano ma senza ascensore

Consultorio ostetrico al secondo piano ma senza ascensore

Nuove segnalazioni al sindaco per il distretto Asl di via Polo «Inaccessibile a donne incinte e portatori di handicap»

3 MINUTI DI LETTURA





QUARRATA. Il terapista della riabilitazione e il consultorio ostetrico-ginecologico? Al secondo piano, senza ascensore. Per le donne in gravidanza e per le persone con difficoltà motorie, accedere ai servizi è un’impresa. Per chi è in carrozzina, è addirittura impossibile. “Io sono disabile, per me è vietato. Grazie” si legge nel muro del distretto socio sanitario di via Marco Polo, a Quarrata. La scritta è lì da mesi, a denunciare la situazione in cui versa la sanità locale.

L’Asl paga 65.000 euro l’anno di affitto per una struttura inadeguata, in cui le barriere architettoniche dettano legge e valgono più dei diritti dei cittadini. Come fa quell’immobile ad avere i requisiti necessari per ospitare le attività sanitarie? Una domanda a cui, nel tempo, non è mai arrivata risposta. Intanto però, sono giunte nuove denunce da parte degli utenti. L’ultima è di pochi giorni fa. «Mi sono sempre chiesta come si possa avere alla Asl di Quarrata il reparto ginecologia e ostetricia al secondo piano, senza ascensore, visto che ci vanno donne in gravidanza che potrebbero anche avere problemi, donne con bambini piccoli nell’ovetto per fare i corsi dopo parto e donne a fine gravidanza. Le vedi arrivare su e se non si mettono sedute svengono». La testimonianza è stata affidata alla pagina facebook del sindaco Marco Mazzanti da una residente di Quarrata, stanca, come molti altri, di vedere situazioni del genere all’interno del presidio socio sanitario della città. «Mi sono sempre chiesta – va avanti la donna – se non fosse possibile trasferire al primo piano quel reparto».

«La struttura di via Marco Polo – le risponde il sindaco – è senza dubbio inadeguata ai servizi che ospita». Ecco quindi che, per l’ennesima volta, arriva l’evidenza di un distretto al collasso, bocciato dalle stesse istituzioni. Eppure, nonostante la bocciatura, i contribuenti continuano a pagare l’affitto di un edificio «inadeguato». «Per quanto riguarda la dislocazione interna degli ambulatori – prosegue Mazzanti - si tratta di scelte organizzative che dipendono dall’Asl». Poi riprende la palla. «A livello politico-istituzionale, stiamo lavorando da tempo per la realizzazione a Quarrata di una Casa della salute che sia in grado di rispondere alle esigenze della nostra comunità». Degli sviluppi sulla realizzazione della Casa della salute avevamo chiesto lumi a Mazzanti il 29 settembre scorso. Lui aveva risposto di non saperne niente. Mentre l’Asl, alla stessa domanda, aveva annunciato che stava procedendo «alla stipula del preliminare di acquisto con il concorrente Nicola Gemignani-Casa Selezione (vincitore del bando per la realizzazione del presidio, ndr) e a richiedere formalmente la valorizzazione della parte non monumentale dell’ex ospedale Caselli al Comune». Dunque per avere i soldi necessari a concludere l’affare con Gemignani, l’Asl aspetta che il Comune cambi la destinazione d’uso dell’ex ospedale, aprendone la vendita ai privati e svincolandolo dalle funzioni sociali che ha sempre avuto. Prospettiva, questa, contro cui nel 2014 si sono battuti centinaia di cittadini attraverso una raccolta firme e una fiaccolata a tutela del Caselli.

Beatrice Faragli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web