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Un centro culturale nell'antica chiesa
Pistoia, approvato il progetto di recupero di San Jacopo in Castellare: costerà tre milioni di euro
PISTOIA. Varato il progetto definitivo di ristrutturazione della ex chiesa di San Jacopo in Castellare. Con una operazione da tre milioni di euro, il Comune recupererà all'uso pubblico una chiesa antichissima e chiusa al culto da oltre duecento anni, ma cambierà volto a tutta un'area del centro, quella che si trova alle spalle della biblioteca Forteguerriana.
Il restauro infatti restituirà alla città un immobile il cui recupero permetterà tra l'altro la piena valorizzazione - anche attraverso nuovi interventi di arredo urbano - della piazza delle Scuole Normali, già oggetto nel 2013 di una prima opera di qualificazione e pedonalizzazione, e di tutta la zona circostante che da piazza Spirito Santo – il cui progetto di recupero partirà il prossimo anno – si estende fino alla piazza della Sapienza, pedonalizzata nel 2013 - e via delle Pappe.
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Il progetto di ristrutturazione di San Jacopo in Castellare prevede il recupero del complesso monumentale attraverso opere di restauro e ristrutturazione che consentiranno di accedere all’edificio da più punti, garantendone la piena fruibilità. I lavori permetteranno di raggiungere dalla piazzetta delle Scuole Normali la ex aula della chiesa di San Jacopo, che diventerà una saletta per le conferenze; attraverso la piccola corte preesistente e la sistemazione delle aree a verde esterne, inoltre, da vicolo San Jacopo e da via del Carmine sarà possibile arrivare agli spazi posteriori della ex canonica, che al termine dell’intervento saranno destinati a uffici per funzioni culturali qualificate. L’intervento, dall’importo previsto di tre milioni di euro, sarà finanziato per due milioni dalla Fondazione Cassa di risparmio e dal Comune di Pistoia per il restante milione. La Fondazione, rispondendo ad una richiesta dell’Amministrazione comunale, aveva già coperto anche i costi per l’indagine conoscitiva preliminare e per la redazione del progetto di restauro.
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L’intervento – progettato dallo Studio Gurrieri - consentirà di godere delle potenzialità monumentali dell’edificio, riproponendolo con nuove modalità funzionali e di arredo. La particolare attenzione posta alla struttura del solaio ligneo consentirà di godere anche delle tracce architettoniche dei precedenti impianti. Sarà restaurata la delicata copertura, consolidate le pareti, restaurati gli affreschi e l’intero impianto decorativo. Anche i locali contigui all’aula (il volume della chiesa) saranno consolidati e riordinati per ospitare funzioni di archivi e “fondi” specialistici, nonché piccole mostre; a ciò è da aggiungere anche il recupero dello spazio retrostante che diventerà una terrazza a verde che costituirà un raccordo urbano e di relazione importante. La tecnologia impiantistica impiegata permetterà inoltre di configurare lo spazio come un vero e proprio “polo culturale” modernamente attrezzato.
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La storia di San Jacopo in Castellare affonda negli anni del Medioevo. Si suppone che la chiesa, chiamata popolarmente San Jacopino, risalga all'XI secolo, anche se la prima attestazione è datata 1131. Come hanno messo in luce gli scavi nella navata, in seguito ai quali è stata rinvenuta un’abside primitiva, l’edificio sostituì una precedente chiesa paleocristiana. È detta in Castellare perché edificata in una zona sopraelevata all’interno della prima cerchia di mura, sulla quale nel X secolo era stato eretto un fortilizio.L’aspetto odierno è frutto delle modifiche apportate a metà del Duecento: la navata è stata allungata e sono state aggiunte delle cappelle laterali che ne trasformarono la pianta da basilicale a croce latina. La chiesa, che non svolge più la sua funzione religiosa dal 1784, fu in seguito trasformata in un lanificio, nel quale lavoravano giovani indigenti ospitate nelle Scuole normali leopoldine, nell’edificio che adesso accoglie Archivio di Stato.
Oltre a un affresco decorativo che simula un drappeggio geometrico, rifinito in alto da una cornice policroma, sono presenti anche due quadri d’epoca posteriore: il primo raffigura due vescovi e due sante, probabilmente Maria Maddalena e Caterina; il secondo rappresenta una Madonna col Bambino, un frate domenicano e una figura inginocchiata.
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