Gioco
Mucchi di terra all’ospedale di Pistoia: braccio di ferro al Tar
Le aziende Rosi e Vescovi si rifiutano di ripulire l’area dell’ex campo di volo dai terreni accumulati durante i lavori. E impugnano un’ordinanza del Comune
PISTOIA. Due processi penali, una causa civile e ora anche un ricorso al Tar. Sulle strade costruite per il nuovo ospedale San Jacopo si sta accumulando un contenzioso giudiziario da record, che vede contrapposti da una parte le aziende che hanno realizzato l’opera, Rosi Leopoldo e Vescovi Renzo, dall’altra il Comune di Pistoia.
Stiamo parlando del grande ponte sulla tangenziale che scavalca la nuova rotonda di via Ciliegiole, attraverso la quale si arriva all’ospedale San Jacopo. Un’opera da 4,5 milioni di euro, completata nel maggio 2014 (ma non ancora collaudata: le barriere new jersey non sarebbero a norma), il cui appalto è finito dritto nel processo Untouchables sulle gare truccate, processo che vede i rappresentanti delle spa Rosi e Vescovi tra i principali imputati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.12070725:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2015/09/10/news/rosi-e-vescovi-chiedono-i-danni-quattro-milioni-1.12070725]]
L’ultima vicenda, quella che ha generato il ricorso al Tar, riguarda i mucchi di terra (42.500 metri cubi, secondo una stima) rimasti sul bordo nord dell’ex campo di volo (proprietà del Comune) anche dopo la chiusura del cantiere per la nuova viabilità. A chiedere di ammucchiare lì la terra di risulta degli scavi, nell’ormai lontano 2010, erano state proprio le due aziende, Rosi e Vescovi, che avevano ottenuto il via libera dal Comune a patto che ripulissero tutto.
La questione si pose per la prima volta nel maggio 2014, in occasione della visita finale di collaudo dell’opera: i mucchi di terra c’erano ancora e il Comune chiese di rimuoverli, ma le due aziende si difesero dicendo di aver già ripulito l’area e di non sapere quei mucchi di terra di chi fossero e come ci fossero arrivati.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pistoia:cronaca:1.10447531:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pistoia/cronaca/2014/12/06/news/la-viabilita-del-san-jacopo-stravolta-in-corso-d-opera-1.10447531]]
Le cose sono andate avanti così per un paio di anni, con il Comune che insisteva nelle richieste e le due ditte che si difendevano, sostenendo di non avere nessun obbligo. Sulla questione è stato chiamato in causa anche l’Arpat.
Nel settembre scorso, poi, l’amministrazione comunale ha deciso di rompere gli indugi e con un’ordinanza del sindaco Bertinelli ha dato ordine alle due aziende di sgomberare l’area occupata dalle montagne di terra entro sei mesi, un termine che scadrà nel marzo 2016. Se Vescovi e Rosi non se ne daranno per inteso, ci penserà il Comune, dopo aver denunciato le due aziende, a fare tutto pretendendo poi da loro il risarcimento. E non si tratta di noccioline, visto che la ripulitura dell’area è stimata costare circa un milione e mezzo.
Rosi e Vescovi, però, coerenti con la posizione che hanno tenuto sin qui, hanno contestato anche questa richiesta dell’amministrazione comunale e nel mese scorso hanno presentato ricorso al Tar contro l’ordinanza, chiedendone intanto la sospensione.
L’udienza dove si deciderà quest’ultimo, importantissimo, punto è fissata per il 17 dicembre: sarà interessante vedere l’orientamento dei giudici amministrativi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
