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Pistoia

Tutti in ferie obbligate lunedì prossimo Tensione alla Hitachi

Tutti in ferie obbligate lunedì prossimo Tensione alla Hitachi

«Accordi violati», sciopero spontaneo di trenta minuti Nessuno incontra i lavoratori. Fiom e Ugl: è il nuovo corso?

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PISTOIA. Primo sciopero ieri allo stabilimento ferroviario Hitachi di Pistoia, dopo il passaggio di AnsaldoBreda al gruppo giapponese. Una parte dei lavoratori ha incrociato le braccia per trenta minuti "contro la decisione unilaterale dell'azienda di imporre una giornata di chiusura per il 7 dicembre". Quest'ultima non rientrava tra le giornate di festa previste nell'accordo sottoscritto tra azienda e sindacati nell'aprile 2015, che quindi - accusano i delegati Rsu di Fiom e Ugl - è stato violato unilateralmente dalla direzione di Hitachi senza motivazioni legate alle necessità produttive (ad esempio un'improvvisa carenza di carichi di lavoro).

"Il rispetto degli accordi firmati - si legge in una nota dei delegati delle due organizzazioni - fondamentale per le corrette relazioni sindacali e il voltafaccia dell'azienda, nemmeno giustificato da ragioni tecniche o produttive, rendono più complicate queste relazioni e non potranno non avere effetto sulle future discussioni sull'arco annuo ed in generale su tutti gli argomenti". Chi si è opposto alla decisione dell'azienda ricorda che il 5 marzo scorso, quando la tempesta di vento paralizzò anche AnsaldoBreda, i lavoratori decisero di "coprire" il fermo con un giorno di permesso, evitando così che AnsaldoBreda chiedesse un giorno di cassa integrazione, come era inizialmente decisa a fare. Tra l'altro si fa presente che solo una parte dei lavoratori potrà mettersi in ferie lunedì 7, visto che una buona parte ha già esaurito la propria dotazione annua.

Ma soprattutto, ad aver provocato tensione è stato il fatto che, di fronte alla richiesta dei lavoratori di incontrare la direzione aziendale per parlare del problema, nessuno si sia presentato: il direttore di stabilimento, i responsabili del personale del gruppo e dello stabilimento e il direttore risorse umane del gruppo erano "o assenti o non disponibili o evidentemente non interessati a parlare con i lavoratori".

"Pensiamo che sia grave - sostengono Fiom e Uglm - da parte aziendale intendere il rapporto con il sindacato ed i lavoratori a senso unico, conveniente quando si tratta di perseguire interessi aziendali, ma inutile quando sono i lavoratori a portare il proprio punto di vista e le proprie esigenze".

Fiom e Uglm criticano poi la scelta della Fim Cisl di non aver partecipato allo sciopero. "E' altrettanto grave che un'organizzazione sindacale - sostengono - abbia scelto quella che noi giudichiamo un'accettazione incondizionata delle imposizioni aziendali e si sia schierata a difesa degli interessi dell'azienda e non di quelli dei lavoratori".

Ma soprattutto, è considerato grave che "in un normale giorno lavorativo nessuna delle persone che rappresentano l’azienda sia disponibile a parlare con lavoratori e rappresentanti sindacali, e questo a prescindere da quale sia l’argomento di discussione. Non vorremmo che il nuovo corso di Hitachi Rail fosse caratterizzato, a Pistoia, dall’assenza di governo o dall’indisponibilità a confrontarsi con i lavoratori e con i loro rappresentanti".

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