Sicurezza
Danti: «La Regione rispetti l’esito del referendum»
Il sindaco di Abetone è un acceso sostenitore della fusione con Cutigliano ma invita Firenze a non ignorare la contrarietà espressa nel suo comune
ABETONE. Dopo il voto referendario di domenica e lunedì scorsi, per la fusione di Abetone e Cutigliano, che ha visto i cittadini di Abetone dire No all’accorpamento, in montagna si registra un gran movimento e un rincorrersi di ipotesi sul futuro, che non appare del tutto chiaro. In molti si domandano cosa accadrà e qui le ipotesi sono parecchie. Fra queste ce n’é una possibile che abbiamo sottoposto al sindaco di Abetone, Giampiero Danti, perché riguarda direttamente il suo comune. L’esito ha chiaramente detto che Abetone è contrario con il 64% dei votanti e favorevole con il 36%. Cutigliano invece ha detto Sì con un voto plebiscitario che ha visto i favorevoli con una percentuale del 91.70% e i contrari con l’ 8,30%. Ma dando un’occhiata ai numeri assoluti emerge qualche riflessione perché ad Abetone ha votato poco più del 56% degli aventi diritto e sui 312 che hanno votato hanno detto no in 198 e sì in 113. A Cutigliano hanno votato 704 persone e hanno detto sì in 641 e no in 58. Facendo un rapido calcolo risulta che sommando i dati dei due comuni i favorevoli alla fusione sono 754 e i contrari 256, quindi una larga maggioranza della popolazione consultata è a favore della fusione. Visto che il referendum è consultivo la Regione Toscana potrebbe decidere la fusione tra Abetone e Cutigliano, nonostante l’esito referendario. «Rispondo in modo chiaro e diretto. I referendum si fanno e si rispetta il loro esito - dice Danti - Se la Regione Toscana non rispettasse quello di Abetone farebbe una cosa ingiusta e certamente non la condividerei».
Ma allora cosa farebbe di fronte a questa ipotetica, ma possibile, decisione?
«La Regione ha la facoltà di poterlo fare, la legge glielo permette, e al Comune non resterebbe che rispettare questa decisione».
L’ex sindaco di Cutigliano, Carluccio Ceccarelli, commentando questa possibile soluzione, ha osservato: «Se la Regione non rispetterà l’esito del referendum, mi sembra inutile anche fare il referendum per Piteglio e San Marcello perché data l’enorme differenza numerica degli abitanti dei due comuni, il voto di Piteglio varrebbe meno di zero». Intanto mercoledì scorso si è riunito il Comitato per la fusione a 4. Il suo coordinatore, Giuliano Tonarelli, ha fatto sapere che il Comitato emetterà un comunicato nei prossimi giorni nel quale sarà analizzata la situazione che si è venuta a creare «Questo risultato è - ha sottolineato Tonarelli - è frutto di una cattiva informazione. Noi non vogliamo entrare dentro i rapporti fra i due comuni, ma lavoreremo invece in vista del prossimo referendum tra San Marcello e Piteglio che la Regione ha fissato per il 17 e 18 aprile 2017».
Sauro Romagnani
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